Dopo l'annullamento definitivo dell'interdittiva antimafia a carico della Tuccio Costruzioni Srl, provvedimento ritenuto illegittimo poiché fondato su sospetti meramente apparenti, interviene anche il Comune di Nichelino. "Abbiamo preso atto della sentenza - fanno sapere dagli uffici della Città - in passato avevamo adottato i provvedimenti previsti in casi come questi, ora recepiamo la nuova istanza del Tar della Lombardia".
Tutto iniziato nell'aprile 2025
Il Prefetto di Milano aveva adottato la misura afflittiva nei confronti dell'azienda il 28 aprile 2025, decisione successivamente stravolta dai Giudici amministrativi. L’interdittiva aveva portato infatti alla revoca immediata delle autorizzazioni al subappalto da parte dei Comuni di Nichelino e Vinovo e del Politecnico di Torino, creando enormi problemi alla ‘Tuccio Costruzioni’ e ai suoi dipendenti. Conseguenze che il Tar della Lombardia aveva in qualche modo scongiurato, accogliendo l’istanza di sospensione cautelare del provvedimento, poi definitivamente annullato.
Persi 25 milioni di commesse
In virtù di un semplice sospetto, la ‘Tuccio Costruzioni’ allora amministrata dall’imprenditore Rosario Tuccio (mai indagato per reati di stampo mafioso, continuatore della realtà fondata sessant’anni prima dal padre Orazio), vide lo stesso costretto a dimettersi in via prudenziale da ogni carica durante tutto l’iter giudiziario. E, a seguito dell'accaduto, sono andati in fumo qualcosa come 25 milioni di euro di lavori pubblici e privati, a seguito di commesse revocate, con conseguente crollo del fatturato. Ora, dopo il pronunciamento del Tar, l'azienda può ripartire a pieno regime.














