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Economia e lavoro | 12 marzo 2026, 15:17

Carburanti alle stelle, i benzinai torinesi: "Prezzi frutto di speculazione delle compagnie"

Il presidente Faib Confesercenti Nettis denuncia il rischio di aumenti su frutta e verdura nei mercati

Carburanti alle stelle, i benzinai torinesi: "Prezzi frutto di speculazione"

Carburanti alle stelle, i benzinai torinesi: "Prezzi frutto di speculazione"

La guerra in Medio Oriente fa schizzare verso l'alto i prezzi del carburante, ma i benzinai torinesi non ci stanno: "Questi prezzi sono il frutto di speculazione". A dirlo in modo chiaro è il presidente della Faib Confesercenti Torino Vincenzo Nettis, che insieme ai colleghi ha promosso una campagna informativa nei punti vendita.

"Il gestore non decide i prezzi"

"Il gestore - si legge sulla locandina - non decide i prezzi, che sono imposti dal fornitore (compagnia petrolifera). Non contestare il prezzo al gestore". L'aumento del costo della verde e diesel non si traduce in un aumento dello stipendio per i benzinai, che di fatto subiscono questa imposizione dall'alto.

Il costo 

"Subito dopo il conflitto - spiega Nettis - c'è stata un'impennata spropositata, frutto della speculazione: in Italia ci sono scorte per mesi". Solo per dare un'idea, il gestore mediamente incassa 3.5 centesimi lordi al litro: su venti euro di rifornimento, pari circa a dieci litri, guadagna appena 35 centesimi. 

Ma dove va il resto? Il 60% in accise imposte dallo Stato ed il 38% alla società petrolifera, per coprire i costi di produzione. "In questo momento di grave congiuntura economica - chiarisce Nettis - come categoria avevamo chiesto al Governo di applicare l'accisa mobile, come fatto dall'ex Premier Draghi dopo lo scoppio della guerra in Ucraina".

All'epoca, per diversi mesi, l'economista abbassò di 30 centesimi al litro il costo del carburante. "Al momento del suo insediamento - prosegue il presidente di Faib Confesercenti Torino - il Governo Meloni ha reintrodotto i 30 centesimi, poi da gennaio 2026 ha aumentato di 5 centesimi le accise sul gasolio e ridotto della stessa cifra quelle sulla benzina".

Rischio rincari al mercato

Un provvedimento che per Nettis rischia di essere un boomerang. In Italia l'80% delle merci viaggia su gomma: camion alimentati con il diesel. Questo vuol dire, per andare sul pratico, che un carico di zucchine proveniente dal sud Italia e diretto al mercato di Porta Palazzo costerà molto di più. Con il rischio serio che per fare quadrare i conti, aumenti il prezzo dell'ortaggio sulle bancarelle.

Cinzia Gatti

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