C’è un nuovo stop per la ‘piccola Woodstock’ del Piemonte. Così Luciano Ligabue aveva definito Salza Music dopo averci cantato nel 1992, ma il festival storico della Val Germanasca quest’anno non si farà. Nato nel 1985, attirava ogni anno migliaia di persone nel paese di appena una settantina di residenti. Sul palco sono saliti diversi artisti famosi come Roberto Vecchioni, Edoardo Bennato, Enrico Ruggeri e Francesco De Gregori.
Stop e ripartenze
L’annuncio è stato dato sulle pagine social di Salza Music mercoledì 1° aprile: ‘Ci sono decisioni difficili da comunicare, e questa è una di quelle. Il festival Salza Music non si terrà nel 2026.
Non si è trattato di una scelta, ma della mancanza delle condizioni necessarie per poter anche solo iniziare a organizzarlo’. A scriverlo Jacopo Sanmartino che, con un gruppo di amici, aveva rilanciato il festival nel 2022, dopo quasi vent’anni di stop. Suo padre Sergio e suo zio Piero furono tra i fondatori dell’evento: “Io ho rivissuto indirettamente suoi primi anni grazie ai ricordi di mio papà e di mio zio. Era arrivato ad attirare in paese tra le cinquemila e le seimila persone, che arrivavano da tanti luoghi diversi. Un anno tra il pubblico c’erano anche spettatori russi” racconta.
Allora la formula della manifestazione era diversa: “Fino al 1999 Salza Music consisteva in tre giorni di concerti non-stop di gruppi emergenti e poi, a una settimana di distanza, si svolgeva il concerto di un musicista famoso” spiega.
Dal 1999 i Sanmartino sono usciti dall’organizzazione ma l’evento si è ancora svolto per qualche anno fino allo stop del 2005.
“Nel 2022 con un gruppo di amici abbiamo deciso di rilanciarlo ma con una formula diversa: i gruppi emergenti si esibivano la stessa sera, prima e dopo l’artista di punta. Questo permetteva loro di farlo davanti a migliaia di persone” aggiunge Sanmartino. La gestione dell’evento è passata così alla Pro loco di Salza, di cui lui è stato vicepresidente fino a ottobre dello scorso anno.
Una pagina ancora aperta?
Ma con il rinnovo delle cariche del direttivo l’associazione ha deciso di sospendere il festival. “Questo direttivo non sente abbastanza suo il festival, così ha deciso di non organizzarlo più. Altrimenti probabilmente avremmo continuato” motiva la presidente della Pro loco Ornella Penna.
A contribuire alla disaffezione sono state le difficoltà organizzative: “Dopo il primo anno non è più stato così facile trovare volontari che venissero ad aiutarci”. Ma soprattutto l’esito dell’edizione dello scorso anno: “I costi sono stati alti ed è venuto pochissimo pubblico” sottolinea.
Nel 2025 Davide Van De Sfroos si è esibito davanti a un pubblico di qualche centinaio di persone: “Saranno state tra le seicento e le settecento sotto la pioggia che ha compromesso la serata” conferma Sanmartino. Nel 2024 con Vecchioni c’erano state circa 1.700 persone, nel 2023 con gli Africa Unite e i Modena City Ramblers circa 1.400 e 2.400 circa nel 2022 con i Nomadi.
Sanmartino tuttavia non ha perso le speranze e auspica una rinascita del festival: “Io ripartirei ad organizzarlo anche domani, se la Pro loco decidesse di rifarlo e se il Comune appoggiasse l’iniziativa”. L’associazione non esclude completamente un ritorno sui suoi passi, ma non per quest’anno: “La pagina Salza Music non è completamente chiusa ma credo si possa riaprire solo quando cambierà il direttivo” prospetta Penna.
Intanto, per mantenere viva l’attenzione sul festival, Sanmartino annuncia un’iniziativa sui social: “Tra qualche giorno verrà pubblicato un canale YouTube con le interviste realizzate agli artisti negli anni passati”.














