È stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, il disegno di legge sulla disciplina e individuazione di ulteriori aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili, che dà attuazione all’articolo 11 bis, comma 3, del decreto legislativo n. 190 del 25 novembre 2024.
Il provvedimento vuole garantire il conseguimento degli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili assegnati all’anno 2030. Il disegno di legge ora passerà all’esame del Consiglio Regionale per l’approvazione definitiva.
“Con questo disegno di legge intendiamo fornire criteri chiari, certi e trasparenti agli investitori per l’installazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici sul territorio regionale - dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati - La priorità è stata assegnata alle aree già compromesse e antropizzate dall’attività umana: edifici, parcheggi, siti da bonificare, aree industriali dismesse, nonché infrastrutture come ferrovie e autostrade. Una scelta precisa, che risponde all’esigenza di tutelare i suoli agricoli produttivi, che per il Piemonte rappresentano un patrimonio inestimabile, fatto di colture uniche, di altissima qualità e di grande valore identitario ed economico. Allo stesso tempo, si favorisce lo sviluppo di impianti nelle aree limitrofe ai poli industriali, con l’obiettivo di sostenere il sistema produttivo regionale. Garantire alle imprese la possibilità di produrre energia rinnovabile per l’autoconsumo, significa ridurre i costi energetici, rafforzare la competitività e accompagnare concretamente il percorso verso gli obiettivi di sostenibilità ambientale. In questo modo, coniughiamo sviluppo energetico, tutela del territorio e crescita economica, offrendo una visione equilibrata e sostenibile per il futuro del nostro Piemonte”.
Il dettaglio del provvedimento
Il disegno di legge regionale si inserisce nel quadro definito dal decreto legislativo 190/2024, il quale ha già individuato un primo elenco di aree idonee per l’installazione di impianti a fonti energetiche rinnovabili (FER) e ha attribuito alle Regioni il compito di individuarne di ulteriori, nel rispetto di criteri e principi stabiliti a livello nazionale.
In sintesi, il disegno di legge mira a conciliare lo sviluppo delle energie rinnovabili con la tutela del territorio, indirizzando gli investimenti verso aree già idonee dal punto di vista ambientale e urbanistico, semplificando le procedure ma mantenendo un equilibrio con le esigenze locali e agricole.
La norma regionale non ridefinisce l’intero sistema, ma si concentra esclusivamente sull’individuazione di nuove aree idonee, aggiuntive rispetto a quelle già previste dallo Stato. In queste aree sono previste procedure autorizzative semplificate, con tempi ridotti e un iter più snello, pur mantenendo le necessarie valutazioni paesaggistiche.
Il provvedimento si pone un obiettivo chiaro: contribuire al raggiungimento dei target di sviluppo delle rinnovabili entro il 2030, fissati per la Regione in circa 5.000 MW di nuova potenza installata. Per farlo, introduce anche il principio dello sviluppo sostenibile come criterio guida e stabilisce limiti precisi per tutelare il suolo agricolo: le aree agricole utilizzabili per impianti non possono superare lo 0,8% a livello regionale e il 2% per ciascun comune.
Dal punto di vista operativo, le nuove aree idonee vengono individuate privilegiando contesti già compromessi o antropizzati, come siti con impianti esistenti da potenziare, aree oggetto di bonifica, zone vicine a insediamenti produttivi o logistici e specifiche aree di interesse nazionale. Viene inoltre favorita l’integrazione con sistemi di accumulo energetico e si prevede la definizione di criteri anche per gli impianti di accumulo indipendenti.
Particolare attenzione è riservata al rapporto con il territorio: la Regione definirà criteri per garantire la continuità delle attività agricole, promuoverà l’installazione di fotovoltaico nelle nuove strutture commerciali e aggiornerà la pianificazione energetica regionale. Attraverso strumenti di monitoraggio digitale, sarà possibile controllare la diffusione degli impianti ed evitare concentrazioni eccessive in determinate aree.
Il disegno di legge introduce anche regole per gestire il cosiddetto “effetto cumulo”, cioè la presenza di più impianti nella stessa zona, prevedendo in alcuni casi il passaggio a procedure autorizzative più complesse per garantire una valutazione più approfondita degli impatti.
Infine, viene rafforzato il principio di compensazione territoriale: i nuovi impianti, soprattutto quelli di maggiore dimensione, dovranno prevedere interventi a beneficio delle comunità locali, come opere di efficientamento energetico, promozione dell’autoconsumo e sviluppo delle comunità energetiche. Il tutto senza nuovi oneri per la finanza pubblica e garantendo continuità per i procedimenti già avviati.














