Delle 242 Ipab (istituzioni pubbliche assistenza e beneficenza) presenti sul territorio regionale quando entrò in vigore la legge di riordino 12/2017, ne restano ancora 28, di cui 10 da trasformare - 5 sono strutture residenziali socioassistenziali, 2 scuole dell’infanzia e le altre svolgono attività diverse - e 18 da estinguere o in liquidazione. 21 Ipab sono invece state trasformate in aziende pubbliche di servizi alla persona (Apsp), di cui 19 sono case di riposo, una svolge attività a sostegno di famiglie, minori, giovani, donne vittime di violenza, mentre una si è estinta. 119 Ipab sono diventate enti di diritto privato (7 associazioni e 112 fondazioni), di cui successivamente 3 enti si sono estinti e 40 sono transitati al Registro unico nazionale del Terzo Settore. Infine, 64 Ipab si sono estinte.
I dati sono stati forniti dall’assessorato alle Politiche sociali e integrazione sociosanitaria, in Quarta Commissione, che ha espresso parere di massima favorevole a maggioranza sulla proposta di legge a prima firma Mauro Fava (Fi) che prevede alcune modifiche alla legge 12/2017. La legge prescriveva la loro trasformazione in aziende pubbliche di servizi alla persona o in persone giuridiche di diritto privato a seconda dei requisiti posseduti.
La Pdl verrà votata dal Consiglio dopo il passaggio in Prima Commissione sulla clausola di invarianza finanziaria. Sono stati nominati relatori Fava per la maggioranza, e Domenico Ravetti (Pd) per l’opposizione.
Nell’informativa, è stato anche riferito che, rispetto ai valori di produzione, i dati del triennio 2022-2024, per il quale si dispone per tutti gli enti dei bilanci approvati, 5 delle 20 Apsp presentano un valore della produzione compreso tra 1,5 e 2 milioni, 10 superiore a 2 milioni e 5 superiore a 3 milioni. Tra le Ipab ancora da trasformare, una sola presenta un valore della produzione superiore a 2 milioni (le rimanenti per quel triennio o presentano un valore inferiore o hanno affidato in concessione la gestione della loro attività principale).
Il vicepresidente Maurizio Marrone ha ricordato che la Regione ha un ruolo di verifica del rispetto statutario e di controllo sulla regolarità di gestione e si è anche impegnato a fare un’analisi più approfondita sul processo di trasformazione ancora in corso e sulle criticità emerse evidenziate dall’opposizione, in particolare dal gruppo del Partito democratico.
Sono intervenuti Monica Canalis, Domenico Ravetti (Pd) e Silvio Magliano (Lista Cirio).














