Si è svolto oggi il IV Congresso della UILTEC Piemonte, un importante momento di democrazia, che ha riunito a Torino 105, tra delegate e delegati provenienti da tutta la regione, per affrontare sfide e opportunità dell'industria manifatturiera, in un contesto di profonde trasformazioni tecnologiche, ambientali e demografiche. Al termine del Congresso, Alessandro Casellato è stato confermato alla guida della categoria.
Hanno preso parte ai lavori la Segretaria Generale Nazionale della UILTEC, Daniela Piras e il Segretario Generale della UIL Piemonte Gianni Cortese.
Nella segreteria sono stati eletti: Luca Burzio, Gianni Di Gregorio, Maria Giovanna, Michelina Nobile, Elio Ossino, Alessandra Ranghetti.
"Viviamo una fase di trasformazioni profonde che stanno cambiando il modo di produrre e lavorare." Così, il segretario generale della UILTEC Piemonte, Alessandro Casellato nella relazione introduttiva: "I settori organizzati dalla UILTEC - ha continuato - sono fortemente impattati dalle trasformazioni in atto, dalla chimica, all'energia, alla gomma-plastica, dal manifatturiero al tessile. Il sindacato non può limitarsi a osservare i cambiamenti, ma deve contribuire a governarli. C'è poi il tema del salario, spesso troppo basso per garantire una vita dignitosa e quello delle morti nei luoghi di lavoro, vera e propria piaga che continua a flagellare il Paese e la nostra regione".
"Il problema più grande che abbiamo da affrontare in Italia - ha detto poi, la Segretaria generale nazionale, Daniela Piras, a margine dei lavori - è l'assenza di una strategia energetica e quindi di una vera politica industriale".
"Il Piemonte - ha proseguito Piras - è centrale e allo stesso tempo esposto: il tessile, a partire dal distretto di Biella, oltre a tutta la filiera dell'automotive stanno pagando un prezzo altissimo: costi energetici, difficoltà di approvvigionamento e perdita di competitività. La transizione ecologica è necessaria, ma senza un percorso concreto rischia di trasformarsi in deindustrializzazione."
"Noi siamo convinti che ci sia ancora spazio per invertire la rotta - ha concluso Piras - ma serve una scelta politica netta che oggi non vediamo. Non possiamo continuare con interventi emergenziali né limitarci a gestire le crisi aziendali una alla volta. Servono interventi strutturali, capaci di difendere e rilanciare le filiere produttive e i settori strategici. Continuare a definirli tali senza agire significa, nei fatti, esporli allo smantellamento".














