Si è tenuto martedì 21 aprile, nella sede di Città metropolitana di Torino il convegno “Scelte e futuri possibili: l’educazione alla scelta”, il convegno conclusivo del progetto "Educazione alla scelta".
L'iniziativa, avviata nel 2022, ha rappresentato un impegno quadriennale della Città metropolitana di Torino per trasformare radicalmente le metodologie di educazione alla scelta scolastica e professionale sul territorio, coinvolgendo attivamente le scuole di ogni ordine e grado. Il percorso si è distinto per un approccio dinamico che ha superato i modelli tradizionali attraverso l'uso di survey mirate, laboratori partecipati condotti da coach e facilitatori e le innovative "unconference", che hanno permesso a un vasto pubblico di studenti e studentesse delle scuole superiori di dialogare alla pari con professionisti e professioniste di diversi settori. Grazie alla collaborazione tra Città metropolitana di Torino e La Fabbrica Società Benefit del Gruppo Spaggiari Parma, la ricerca ha potuto contare su un campione vastissimo: circa 250 scuole coinvolte, ovvero la quasi totalità delle scuole secondarie del territorio, e il contributo diretto di centinaia di professori e studenti dei due cicli di istruzione secondaria
“ La Città metropolitana di Torino – ha sottolineato la consigliera delegata all’Istruzione Caterina Greco in apertura lavori - gioca un ruolo fondamentale nel mondo scuola non solo attraverso la cura e gestione degli edifici scolastici, che sono lo spazio vitale dei nostri ragazzi, ma anche attraverso la creazione di opportunità di scelta scolastica”. A supporto di questa visione, la Consigliera ha annunciato un’importante novità che potenzia l'offerta di servizi diretti sul territorio: “Apriremo presto nella sede di Città metropolitana uno sportello dedicato specificamente alla consapevolezza della scelta”, una risorsa concreta per affiancare studenti e famiglie nel delicato momento della transizione.
Questa iniziativa si affianca a un altro progetto della strategia metropolitana: l'apertura di un CIAO (Centro Incontro Apprendimento Opportunità) all'interno di un istituto scolastico del territorio. Il nuovo Centro si configurerà come uno spazio di incontro e confronto sulle “scelte possibili”.
Che il supporto alla scelta dei ragazzi sia una priorità assoluta per la Città metropolitana lo dimostra la sua integrazione nel Piano Strategico – Asse 4 'Torino metropoli che impara di più'. Non si tratta solo di un progetto educativo, ma di un obiettivo di sviluppo strutturale che vede nell'orientamento consapevole la chiave per una crescita sociale ed economica sostenibile.
“La collaborazione con Città metropolitana di Torino – spiega Angela Mencarelli, amministratrice delegata di La Fabbrica – ci ha permesso di sperimentare e perfezionare un approccio all’educazione alla scelta che tiene conto della complessità del presente e del futuro, che si prende cura di tutti gli attori dell’orientamento (scuola, famiglia, mondo della formazione e del lavoro) e che sposta la domanda orientativa dal cosa al chi sono. Il nostro impegno sul tema riconosce l’urgenza di supportare ragazze e ragazzi nel diventare adulti che sanno scegliere e agire in un modo che cambia e che – oggi - non è il migliore dei mondi in cui crescere, ma nel quale dobbiamo e devono poter immaginare un futuro”.
I dati emersi dalla ricerca 2025/2026, che conferma le linee degli anni precedenti, delineano un quadro chiaro: l’orientamento non può più essere solo un passaggio informativo, ma deve farsi esperienza e ascolto. Se da un lato, infatti, l’82% degli studenti chiede a gran voce un approccio più pratico (laboratori e contatti diretti con il mondo del lavoro), dall’altro il 63% ammette di aver bisogno di un supporto reale nel momento di decidere. È una questione che tocca da vicino anche l'emotività: i ragazzi raccontano spesso un futuro vissuto con incertezza, che richiede strumenti di accompagnamento capaci di accogliere le loro paure.Il divario tra teoria e pratica appare evidente soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado, dove il 75% degli studenti fatica a comprendere concretamente le professioni meno note e il 57% ritiene che i percorsi scuola-lavoro non siano stati sufficienti a colmare questo vuoto.Ma la sfida non riguarda solo ragazze e ragazzi. Anche il corpo docente avverte la necessità di nuovi strumenti: il 33% degli insegnanti segnala il bisogno di una formazione più strutturata, evidenziando quanto sia complesso oggi gestire il dialogo tra scuola, famiglie e mercato del lavoro. Infine, la ricerca lancia un appello all’inclusività: con il 65% dei docenti che richiede percorsi specifici per studenti con disabilità o bisogni educativi speciali, emerge con forza l’esigenza di un orientamento che non lasci indietro nessuno, capace di adattarsi alle diverse condizioni di partenza e ai contesti familiari di ciascuno.
L’esigenza di un orientamento inclusivo, che non lasci indietro nessuno e sappia adattarsi alle diverse condizioni di partenza e ai contesti familiari di questo tipo, trova una risposta concreta nel lavoro del Ce.Se.Di. Centro Servizi Didattici della Città metropolitana di Torino. Il Centro si pone infatti come il braccio operativo di questa strategia, con l’obiettivo prioritario di offrire strumenti alle Autonomie scolastiche e opportunità formative d’integrazione per docenti e studenti.
Proprio per rispondere alla richiesta di percorsi mirati e multidisciplinari, nell’anno 2025 il Ce.Se.Di. ha registrato risultati straordinari, confermandosi un punto di riferimento per il territorio: attraverso il Catalogo regionale, ha gestito ben 110 progetti su tematiche cruciali come il benessere scolastico, l’ambiente e la legalità. Questa capacità di intercettare i bisogni reali della scuola è testimoniata dai numeri: il coinvolgimento di 2.180 docenti e 15.454 studenti descrive una rete territoriale non solo solida e reattiva, ma profondamente impegnata nel costruire una scuola che sia, per tutti e tutte, un luogo di effettiva opportunità.















