“Non c’è più il piacere di girare e scoprire i libri” così Marco Vola riassume il cambiamento che c’è stato tra i lettori nei 30 anni di storia della sua libreria, Volare, in corso Torino a Pinerolo.
“Una volta eravamo l’intermediario, servivamo perché i lettori venivano a chiederci consiglio. Adesso se proviamo a dare dei consigli o dare delle indicazioni sovente non siamo neanche ascoltati, perché pensano che gli vogliamo vendere qualcosa al posto di altro. È un po’ deprimente – ammette – ma il mestiere del libraio è molto cambiato”.
Le richieste sui generi oggi sono trasversali: “Da noi vengono dai bambini agli adulti, con tutti i generi possibili. Le giovani leggono soprattutto romance e fantasy, ma c’è un po’ di tutto, dalla narrativa alla saggistica fino al turismo”.
Come per altri settori, a dettare la crisi generale del settore è stata la crisi economica generale e quella portata dagli acquisti online.
“Adesso è molto più facile stare con gli occhi fissi su uno schermo, quando hai bisogno di un libro, fare un clic piuttosto che andare in libreria. E poi sono proprio cambiate le abitudini. Una volta a Pinerolo era una città ricca con un bel passaggio sotto i portici, con tutti i negozi aperti, era bello e si faceva a spallate per passare. Adesso è abbastanza vuoto – descrive –. Ci sono meno negozi aperti, meno offerta rispetto a prima e quindi il passaggio non c’è praticamente più, si esce sovente solo più per andare a mangiare e bere, mentre per gli acquisti si fa tutto online. C’è stato un impoverimento generale del territorio che fa sì che certe spese vengano rimandate. Noi abbiamo 50 mila libri, quando qualcuno entra e si prende la briga di girare e guardare scopre delle cose che non poteva conoscere, ma si è persa questa abitudine”.
Giovedì partirà la 38a edizione del Salone del Libro, ma per Vola non rappresenta un evento di slancio per le librerie. Anzi.
“Il Salone del Libro dal punto di vista culturale è una cosa bellissima, dal punto di vista economico nostro è deleterio perché la gente va lì e non viene da noi. Non è un aiuto, è un ostacolo. Noi non abbiamo concorrenza locale nel senso che la Mondadori è una collega, copriamo il territorio in due ed è giusto. Per noi la concorrenza sono gli acquisti online e queste occasioni di vendita stile carrozzone, come ormai è diventato il Salone del Libro che ha dei costi improponibili e gli editori sono costretti a vendere per ripagarsi i costi di tutta una catena. Per cui quelle migliaia di persone che vanno al Salone non li vediamo più noi per dei mesi”.
Tra serie tv, smartphone, videogame, il tempo che le persone trascorrono a leggere si è indubbiamente ridotto dopo una breve ripresa durante il Covid, ma Vola ritiene che il libro continuerà a essere un prodotto che entrerà sempre nelle case di tutti: “Il tempo destinato alla lettura è minore, vista tutta la gamma di offerte, ma se continua questo fenomeno di cambiamento delle abitudini d’acquisto, ci saranno delle rivoluzioni sui metodi di acquisto e sulle abitudini di consumo, ma non ci sarà un calo del prodotto. Penso che il libro sia un prodotto perfetto, in teoria continuerà ad esserci. La gente ha bisogno di storie”.



















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