Gioco, intelligenza artificiale e legalità. Queste le tre parole chiave di due degli otto incontri che si sono svolti oggi al Salone del Libro internazionale di Torino, nello stand di Città di Torino e della Città Metropolitana, al Padiglione 1, che hanno catturato l’attenzione di un pubblico giovanissimo.
Gli agenti formati della Polizia locale di Torino operano, ormai da anni, attivamente nelle scuole di ogni ordine e grado con progetti di educazione stradale e civica. Il Reparto di Prossimità insegna ai giovani il codice della strada (pedoni, bici, monopattini) e promuove la cultura del rispetto e della legalità, collaborando anche con l'Ufficio Scolastico Regionale per promuovere la sicurezza e la cittadinanza.
Nei due incontri di oggi le testimonianze di docenti e studenti hanno restituito un’immagine della Città attenta a tematiche che coinvolgono i più giovani. Si tratta di progetti mirati a prevenire bullismo e cyberbullismo, promuovendo il rispetto delle regole e la convivenza civile. Incontri in classe per avvicinare i giovani agli agenti della Polizia Locale e sensibilizzare sui conflitti e sul disagio giovanile. Tra i temi trattati anche la parità di genere e la prevenzione della violenza. Le attività didattiche sono spesso strutturate attraverso il Reparto di Prossimità, che dialoga con le scuole per promuovere la sicurezza e la cittadinanza
Il primo panel dal titolo “La legalità è un gioco da ragazzi” ha aperto la mattinata del ricco programma di incontri e ha visto la partecipazione di Martina Gullone, psicologa, psicoterapeuta ed edugamer, Mauro Marino co-founder di Edugamers4Kids, presidente della cooperativa Crescere Insieme, Marco Viola coordinatrice scientifico di ToPlay e dell’assessore alla cyber security della città di Torino Marco Porcedda. A moderare l’incontro Roberto Ceschina formatore e coach-facilitatore certificato Lego Serious Play.
Al centro del dibattito il gioco come strumento per promuovere la legalità, l’esperienza del Festival To Play e il libro “Da pixel a paradigma, il potere trasformativo dei giochi di Martina Gullone e Mauro Maurino di Bloônk editore.
“La città di Torino – ha detto l’assessore alla cyber security della città di Torino Marco Porcedda - punta, attraverso i giochi a stimolare i più giovani alla riflessione su temi come i diritti, le migrazioni, il cyberbullismo, la giustizia penale e l’impegno civile, approfondendoli tramite discussioni coordinate da esperti, docenti e personale formato della nostra Polizia Locale. I laboratori Ludici di Legalità che si sono svolti nell’ultima edizione di To Play hanno permesso ai ragazzi di sperimentarsi in prima persona su tematiche delicate, sviluppando abilità per una partecipazione attiva e consapevole alla vita sociale”.
Si tratta di un progetto ludico-educativo realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza e sostenuto dalla Città di Torino e dalla Fondazione per la Cultura Torino attraverso il Bando Bruno Caccia – Promozione della Legalità per mettere in gioco, e poi in discussione, tematiche rilevanti legate al mondo dei diritti – dalla storia al sistema penale, dalle migrazioni agli abusi online.
Il secondo incontro “AI Revolution, l’asso nella manica” ha visto salire sul palco l’assessore alla Polizia Locale della Città di Torino Marco Porcedda, il Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica del Tribunale per i minorenni di Torino Davide Fratta, Gianpiero Lo Bello docente del liceo classico Cavour di Torino, Giovanni Ravalli, garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Piemonte e per la Polizia Locale di Torino il Commissario Capo Rosalba Fiando, responsabile del Reparto di prossimità e Iris Marina Gioelli ispettore del Reparto di prossimità.
L’incontro, moderato da Marco Briamonte di Corecom Piemonte, ha vluto dare un messaggio chiaro ai tanti bambini e ragazzi presenti in sala: l’intelligenza artificiale è un “gioco” che invita a seguire delle regole che, se seguite, può essere divertente e produrre risultati utili. Se si ignorano le regole o si “va oltre”, può creare più problemi di quanti ne risolva.
“Ringrazio gli agenti della Polizia locale di Torino – ha affermato l’assessore Porcedda – perché grazie alle loro grande esperienza nel settore e al loro rapporto con i ragazzi, riescono a fare passare messaggi che difficilmente sarebbero comprensibili ai più giovani”.




















