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Politica | 21 maggio 2026, 10:18

Luoghi della Resistenza, l'affondo di Ravetti: "La Giunta acceleri sui fondi, censire i siti non basta"

Il presidente del Comitato Resistenza e Costituzione sollecita Cirio, Chiarelli e Marrone: "Serve un ente pubblico per promuovere la memoria come patrimonio culturale, l'unanimità del Consiglio è ferma da un anno"

Luoghi della Resistenza, l'affondo di Ravetti: "La Giunta acceleri sui fondi, censire i siti non basta"

"L’opera di catalogazione dei luoghi della Resistenza in Piemonte è un atto fondamentale. La “Memoria” necessita di rigorosa ricerca storica e, a tal proposito, ritengo giusto sostenere economicamente il progetto di ricerca del Museo diffuso della Resistenza di Torino, con le partnership degli Istituti Storici della Resistenza - commenta così Domenico Ravetti, Vicepresidente Consiglio regionale del Piemonte e Presidente Comitato Resistenza e Costituzione della Regione Piemonte -  E bene farebbe la Giunta regionale ad erogare contributi utili a definire una mappa completa di musei, luoghi di battaglie, cippi, lapidi, sentieri. Se esistono le condizioni a bilancio, Cirio, Chiarelli e Marrone procedano e pure celermente. Ma occorre fare un passo in più, che è quello che suggerisco dal giorno del mio insediamento alla presidenza del Comitato Resistenza e Costituzione della Regione Piemonte: un conto è censire gli alberi da frutta e un altro conto è curare il frutteto e vendere i frutti. Sono due mestieri differenti e speravo che fosse chiaro. Ai luoghi della Resistenza servono fondi per la riqualificazione, in certi casi anche per il completamento delle opere. Serve soprattutto un ente, possibilmente pubblico, in grado di gestire ogni giorno questi beni e di promuoverli in Italia e nel mondo come succede per tutte le attività economiche che interessano il comparto turistico-culturale. Su questo obiettivo, condiviso il 26 febbraio del 2025 in Consiglio regionale all’unanimità tramite una mozione d’impegno per la Giunta, non ho ancora letto alcun atto d’avvio delle procedure, neppure un documento scritto pieno di buone intenzioni. Credo di aver chiarito ciò che ho già espresso pubblicamente e più volte. Speravo non ce ne fosse bisogno, mi sbagliavo".


 

comunicato stampa

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