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Cultura e spettacoli | 27 maggio 2026, 14:21

Nid Platform 2026, il Piemonte diventa capitale della danza contemporanea

A Torino e nell’area metropolitana quattro giorni di spettacoli, open studios e incontri

Torino laboratorio europeo con la NID Platform 2026

Torino laboratorio europeo con la NID Platform 2026

Compie dieci anni e approda per la prima volta in Piemonte per festeggiare questo traguardo NID Platform, la nuova Piattaforma della Danza Italiana. Dall’1 al 4 settembre, la prestigiosa vetrina itinerante dedicata alla promozione e diffusione della più recente produzione coreografica nazionale nel contesto italiano e internazionale, torna con un’edizione che intreccia visioni, linguaggi e sensibilità diverse della danza d’autore, confermandosi tra gli appuntamenti più attesi della scena contemporanea.

Per quattro giorni, Collegno, Moncalieri, Torino e Venaria Reale ospiteranno spettacoli, Open Studios, performance, incontri, panel di approfondimento, raccolti sotto il titolo di “Coreografie del possibile”. Un tema che richiama i principi essenziali della danza - corpo, gesto, composizione, relazione tra spazio e tempo - e la capacità di immaginare nuove connessioni tra artisti, luoghi, pubblici, operatori italiani e stranieri, istituzioni e territori, favorendo opportunità di crescita, collaborazione e circuitazione oltre confine.

Nata nel 2012 dagli operatori della distribuzione della danza riuniti nell’ambito di ADEP in sede Federvivo-AGIS, la NID Platform si propone da sempre come un osservatorio privilegiato capace di valorizzare tanto le realtà emergenti quanto le compagnie già riconosciute. 

Fondamentale è il sostegno e la condivisione progettuale con il Ministero della cultura - Direzione Generale Spettacolo nonché, quest’anno, con la Regione Piemonte, coordinata dalla Fondazione Piemonte dal Vivo, con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo. La dimensione internazionale è sostenuta da collaborazioni con reti europee e programmi di residenza internazionale in dialogo con Ministero degli Affari Esteri - MAECI, Istituti Italiani di Cultura e partner esteri.

La manifestazione attraversa luoghi già segnati da processi di rigenerazione urbana e culturale: Lavanderia a Vapore a Collegno, Fonderie Limone a Moncalieri, Teatro Astra, OGR Torino, Casa del Teatro Ragazzi e Giovani a Torino e Reggia di Venaria Reale. Ex spazi produttivi, architetture rifunzionalizzate, centri di residenza, teatri della contemporaneità e patrimonio storico-architettonico che compongono una geografia diffusa, nella quale la danza abita spazi già attraversati da processi di trasformazione e li mette nuovamente in relazione con artisti, professionisti e comunità.

Il programma

Il programma offre una mappa ampia della scena coreografica italiana con 18 proposte divise nelle due sezioni: “Programmazione” (14 spettacoli) e “Open Studios” (4 lavori in fase di sviluppo): autrici, autori, compagnie consolidate, nuove generazioni, linguaggi ibridi, formati diversi e pratiche che attraversano danza, teatro fisico, performance, immagine, parola, suono, relazione con lo spazio e rapporto con il pubblico. A questo si aggiungono due produzioni ospiti, scelte per le caratteristiche che le rendono completamento del panorama artistico della programmazione, con un affondo su incursioni site-specific e operazioni fuori formato. 

Il cartellone

In cartellone, per la sezione Programmazione troviamo: Abracadabra di Francesca Pennini, affermata performer e coreografa, fondatrice dell’innovativo ensemble CollettivO CineticO; Caduta la neve – da Sarah Moon, progetto e performance per PinDoc di Alessandra Cristiani, singolarissima interprete, vincitrice del Premio Ubu 2018, esponente di primo piano di quella parte della danza italiana che ha fatto del linguaggio contemporaneo del butoh il proprio punto di riferimento; Cani lunari, una produzione Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza firmata da Francesco Marilungo, Premio Ubu 2024; Cosmorama, creazione per TIR Danza del coreografo Nicola Galli, ex ginnasta formatosi tra teatro fisico, hip hop, danza contemporanea e danza rinascimentale; Good Vibes Only (the great effort), realizzazione per Codeduomo di Francesca Santamaria, giovane artista già molto attiva in festival e contesti nazionali e internazionali; Epiphanīa. Mi rendo manifesta, indagine sul femminile, tra eredità culturale, corpo e identità, della Compagnia Abbondanza Bertoni, fondata e diretta dalla celebre coppia di artisti Michele Abbondanza e Antonella Bertoni; Humanos, composizione di Vito Leone Cassano per la compagnia Eleina D., giocata tra i linguaggi della danza, acrobatica aerea e teatro fisico; Le fenicie, un lavoro ispirato all’omonima tragedia di Euripide e ideato per la sua compagnia, Balletto Civile, da Michela Lucenti, danzatrice, autrice, coreografa e regista, tra le figure più affermate nel panorama europeo; Le palestriti proposto dalla compagnia Nexus fondata e diretta da Simona Bertozzi, voce significativa del panorama coreutico contemporaneo indipendente, in Italia. Ancora, due proposte del complesso produttivo KLm-Kinkaleri, Le Supplici, mk: Manifestus del coreografo, performer e filmaker Jacopo Jenna e Panoramic Banana. Album degli abitanti del nuovo mondo, firmato da Michele Di Stefano, Leone d’argento alla Biennale di Venezia 2014. Pas de cheval è lironico e virtuosistico duetto coreografato per Zebra dal danzatore italiano Andrea Costanzo Martini, interpretato da Francesca Foscarini e lo stesso Martini; Piano-Forte, ispirato ai notturni di Chopin, è la creazione de pluripremiato Roberto Tedesco per Opus Ballet; Weirdo è ideato da Enrico Morelli per la MM Contemporary Dance Company, una fra le realtà più vitali oggi in Italia.

La sezione Open Studios conferma la vocazione della NID come spazio dedicato ai processi creativi, offrendo la possibilità di incontrare progetti ancora in divenire. Per il 2026 sono stati selezionati Nu di Virginia Spallarossa / Déjà Donné; Sognare – Fase RAM di Damiano Scavo / Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza; Special K di Davide Tagliavini / Compagnia Artemis Danza; Thanks, Ilaria di Filippo Buonamassa / ResExtensa Dance Company.

Proprio sugli Open Studios si innesta una delle novità più rilevanti della decima edizione: il rapporto strutturato tra NID Platform e il sistema delle residenze artistiche: per i quattro progetti selezionati saranno disponibili, prima della presentazione di settembre, periodi di residenza, con confronti e aperture intermedie, realizzati in collaborazione con alcuni soggetti del sistema delle residenze artistiche italiane, tra Castiglioncello (Li), Soverato (Cz), Verbania e Torino. La NID Platform e le Residenze artistiche rappresentano due dispositivi diversi ma complementari, entrambi riconducibili a un ambito di materia concorrente tra Stato e Regioni nelle politiche per lo spettacolo dal vivo: un dialogo che rafforza la complementarità tra promozione, sostegno ai processi creativi e relazione con i territori.

Il bando di selezione ha ricevuto 119 candidature per la sezione Programmazione e 47 candidature per la sezione Open Studios. La selezione è stata affidata a una Commissione artistica composta da Raimondo Arcolai, Selina Bassini, Paolo Dalla Sega, Isabella Di Cola, Massimo Ongaro, Carmela Piccione e Gianmaria Piovano.

Completano il programma due produzioni ospiti: Il secondo paradosso di Zenone di Elisabetta Consonni, interpretato per l’occasione da Sara Catellani, è liberamente ispirato al paradosso matematico di Achille e la tartaruga; è un lentissimo attraversamento spaziale di un’astronauta, camminatrice in slow motion per eccellenza, da un punto del paesaggio urbano ad un altro. 

Breathing room - atlante dei respiri ricevuti, performance di Salvo Lombardo la cui drammaturgia trae ispirazione da Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candiani; si configura come estensione del progetto Breathing room, attraverso cui Salvo Lombardo articola una riflessione sul respiro come atto poetico per l’invenzione di uno spazio in cui “riprendere fiato”. Pensata come un ambiente in perenne edificazione, nel contesto di NID la performance riconvocherà le artiste e gli artisti che nel tempo hanno attraversato singolarmente il lavoro, invitandole ad una azione collettiva, simultanea ed abitare insieme uno spazio-tempo dilatato.

Dedicate agli operatori tornano anche quest'anno le Italian Windows, curate da Carmelo A. Zapparrata, insieme agli incontri B2B, alle attività di networking e ai momenti di incontro professionale rivolti a programmatori, istituzioni, compagnie e reti nazionali e internazionali.

Panel di approfondimento

L’edizione 2026 sarà accompagnata da tre panel internazionali di approfondimento, dedicati a temi centrali per il sistema della danza contemporanea: la rigenerazione urbana, il ruolo degli ecosistemi e delle residenze, il valore della danza come linguaggio capace di produrre trasformazione culturale e sociale. Gli appuntamenti coinvolgeranno anche reti internazionali, tra le quali EDN – European Dance Development Network e Dance Festivals Network Europe

Un ulteriore tratto distintivo sarà il rapporto con la città e con la mobilità urbana. La manifestazione è pensata come una piattaforma diffusa, attraversabile grazie al mobility partner GTT – Gruppo Torinese e a strumenti digitali dedicati alla consultazione del programma, all’organizzazione degli spostamenti, all’accesso ai contenuti e alla gestione degli incontri professionali.

L’immagine guida è affidata all’artista Cristian Chironi in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia; la comunicazione urbana sarà inoltre rafforzata anche attraverso il format video La danza in 1 minuto di COORPI. Nell'ambito dell'attività di valorizzazione del ballo sociale, in sinergia con il "Manifesto per Torino Città danzante" adottato dalla Città di Torino nel 2024, viene attivata la Fondazione Contrada Torino che coordina e produce BallaTorino Social Dance, per azioni performative e interventi nello spazio pubblico.

L’edizione piemontese della NID apre le porte, infine, anche all’accessibilità con audio introduzioni in italiano e inglese per tutti gli spettacoli, favorendo la partecipazione del pubblico ipovedente e non vedente. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Università di Macerata. 

Comunicato stampa

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