Il Comune di Torino tira dritto nel piano di sostituzione delle carte d'identità cartacee, nonostante il Governo negli scorsi giorni abbia annunciato di prolungare la validità del documento oltre lo stop, che era inizialmente previsto al prossimo 3 agosto.
Alzata di scudi
Il capoluogo piemontese non è il solo ad "alzare" gli scudi contro Roma: anche Vicenza Firenze, Padova, Bergamo, Milano, Fiesole e Sesto Fiorentino hanno annunciato di proseguire nel rinnovo.
Ma facciamo un passo indietro. Negli scorsi mesi il Governo aveva annunciato che le carte d'identità cartacee dovevano essere sostituite entro il 3 agosto, quando sarebbe dovuto andare in pensione quel tipo di documento. Dopo quella data sarebbe stata valida solo più quella elettronica, nota anche come CIE, essenziale per accedere ai servizi digitali.
Ben 83mila documenti da sostituire
Una decisione che aveva imposto ai Comuni, soprattutto a quelli più grandi, di impostare un piano di rinnovo forzato dei documenti: solo per fornire un numero, i torinesi con la carta d'identità cartacea da sostituire erano ben 83.333. A Torino da mesi fa l'Anagrafe Centrale di via della Consolata, così come gli sportelli sparsi sul territorio, ha attivato dei giorni di apertura straordinaria.
Ora il passo indietro del Governo che per l'assessore comunale ai Servizi Civici Francesco Tresso, così come per i colleghi, "crea confusione tra i cittadini, mentre i Comuni lavorano da mesi". "Prima - proseguono - ci hanno chiesto di correre, senza darci gli strumenti adeguati, e ora che ci avviciniamo al traguardo ci fanno lo sgambetto".
I problemi
“Oggi - proseguono - arriva una proroga parziale che non risolve il problema e rischia anzi di aggravarlo". Per alcune finalità, come l’espatrio, la carta d’identità cartacea continua infatti a non essere utilizzabile secondo le scadenze già previste: per altri aspetti viene introdotto un rinvio temporaneo.
Non è chiaro cosa succede per l'accesso ai servizi di enti privati.
“Ancora una volta – aggiungono - emerge la distanza tra chi governa e chi ogni giorno opera nei territori. I Comuni avevano da tempo segnalato criticità e richiesto risorse aggiuntive per gestire una transizione complessa".
Criticità per cui non sono arrivate "risposte. É arrivato invece un intervento dell’ultimo minuto che appare più come il sintomo di una crisi di indirizzo e di identità, che una scelta realmente utile ai cittadini”.
Prosegue il rinnovo
Torino, così come altre città, ha quindi deciso di proseguire nel piano di rinnovo.
“Invitiamo i nostri cittadini e le nostre cittadine a continuare a venire presso i nostri uffici a farsi fare la CIE senza farsi confondere:, noi, infatti continuiamo a fare la nostra parte, come abbiamo sempre fatto, garantendo servizi e informazioni corrette", conclude Tresso














