/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 25 giugno 2026, 07:00

Iperammortamento 2026–2028: alcune novità applicative.

Nel 2026 torna al centro della politica industriale uno strumento “storico” per chi investe in tecnologia

Iperammortamento 2026–2028: alcune novità applicative.

Nel 2026 torna al centro della politica industriale uno strumento “storico” per chi investe in tecnologia: l’iperammortamento, oggi ripensato come maxi-deduzione. L’obiettivo è chiaro: spingere le imprese ad accelerare su beni strumentali 4.0 interconnessi e, in parte, su investimenti legati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo.

L’agevolazione, introdotta con la Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025), consente di maggiorare il costo fiscalmente riconosciuto dei beni agevolabili, aumentando la base su cui calcolare le quote di ammortamento deducibili e riducendo di conseguenza il carico fiscale. In altre parole: non è un contributo “a rimborso”, ma un vantaggio che si concretizza nel tempo attraverso deduzioni più alte.


Cosa cambia rispetto ai precedenti incentivi 4.0 e 5.0

Nel dibattito recente, l’iperammortamento 2026 viene raccontato come una misura più “pratica” rispetto ad alcune complessità che hanno frenato la Transizione 5.0: in particolare, viene evidenziato che la nuova maxi-deduzione supera vincoli percepiti come onerosi (come target energetici e alcuni requisiti tipici della 5.0), ampliando il perimetro tecnologico e premiando non solo il macchinario, ma anche l’infrastruttura digitale che lo rende davvero “smart”.


Finestra temporale e aliquote: il perimetro della misura

La misura riguarda investimenti con ordini accettati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Le aliquote di maggiorazione sono articolate per scaglioni di investimento (con tetto massimo agevolabile fino a 20 milioni):

  • 180% fino a 2,5 milioni
  • 100% tra 2,5 e 10 milioni
  • 50% tra 10 e 20 milioni

Oltre i 20 milioni, non è prevista maggiorazione.

Requisiti: il vero spartiacque è l’interconnessione

Il punto più importante, nella pratica, non è “comprare un bene innovativo”, ma dimostrare i requisiti: il bene deve essere nuovo, destinato a strutture produttive in Italia e soprattutto interconnesso ai sistemi aziendali, condizione che “attiva” l’agevolazione.

I beni devono inoltre rientrare nelle tabelle tecniche previste dalla norma (Tabelle IV e V richiamate nella documentazione di riferimento).

Ci sono anche esclusioni e condizioni da considerare: sono indicati come esclusi settore agricolo, lavoratori autonomi e professionisti; e, sul fronte delle situazioni aziendali, vengono richiamate esclusioni per imprese in liquidazione o procedure concorsuali. (Qui è utile distinguere dal “concordato preventivo biennale” fiscale, tema diverso di cui si parla sotto.)

Vantaggio economico: un esempio che rende l’idea

Per una società di capitali, il documento di lavoro evidenzia un risparmio fiscale potenziale fino al 43,2% legato alla sola maggiorazione, con un esempio intuitivo: un investimento da 1 milione con aliquota 180% genera una maggiorazione deducibile di 1,8 milioni, che a IRES 24% porta a circa 432.000 euro di minori imposte “solo” per l’iperammortamento (a cui si somma l’effetto dell’ammortamento ordinario).

Le novità attese: “made in UE” e concordato biennale

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore (febbraio 2026), nel “decreto fiscale” in lavorazione il Governo starebbe valutando due interventi che interessano da vicino le imprese:

Eliminazione della clausola “made in UE” sulla provenienza dei beni, per sbloccare pienamente il meccanismo dell’agevolazione e consentire alle aziende di pianificare gli investimenti con regole più chiare.

Una correzione per evitare che chi aderisce al concordato preventivo biennale (strumento di compliance per partite IVA) perda di fatto la possibilità di beneficiare della deduzione, rendendo l’iperammortamento “compatibile” come variazione rispetto al reddito concordato.

Come B&P Consulting supporta le imprese

Qui si gioca la partita decisiva: scegliere bene il perimetro, predisporre la documentazione, gestire perizia e interconnessione, e arrivare fino alla fruizione corretta in dichiarazione. Nel percorso operativo viene indicata anche l’esigenza di interlocuzione con il GSE per alcune casistiche e la gestione delle evidenze tecniche e contabili.

B&P Consulting affianca l’impresa end-to-end: verifica di fattibilità, raccolta e controllo documentale, coordinamento tecnico (inclusa la perizia), supporto alla tracciabilità dell’interconnessione e assistenza fino alla chiusura della pratica. B&P Consulting di Torino https://www.bp-cons.com/, specializzata in finanza agevolata, offre questo servizio gestendo interamente le pratiche per l'iperammortamento, dalla verifica di fattibilità, alla perizia, alla rendicontazione.

📍 B&P Consulting – Via Gian Domenico Cassini 53, 10129 Torino
☎️ 011 502099 | ✉️ info@bp-cons.com
🔗 Scopri di più su: www.bp-cons.com

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium