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Politica | 10 luglio 2026, 15:05

Legge elettorale, Costa e Canalis (Pd): "A Schlein l'appello delle donne cattolico democratiche per le preferenze"

Consegnate oggi 89 firme di parlamentari europee e nazionali, consigliere regionali e comunali, sindache e assessore

Il testo dell'appello con le firme sottoscritte

Il testo dell'appello con le firme sottoscritte

"In pochi giorni il nostro appello a Schlein, affinché il Partito Democratico dica finalmente una parola chiara a favore delle preferenze, ha raccolto l’adesione di quasi 90 donne cattolico democratiche di tutto il Paese. Dal Piemonte al Lazio al Veneto alla Lombardia all’Emilia-Romagna, sono tantissime le donne cattolico democratiche che hanno ritenuto di scrivere alla nostra segretaria invocando una presa di posizione. L’appello di alcune parlamentari, anche del PD, contro la reintroduzione delle preferenze nella legge elettorale per l’elezione del Parlamento ha suscitato il nostro dissenso e la necessità di un chiarimento da parte del partito", dichiarano Silvia Costa (già Europarlamentare e componente della direzione nazionale del PD) e Monica Canalis (consigliera regionale PD del Piemonte).

"La cultura politica cattolico democratica, in cui ci riconosciamo, attribuisce da sempre un forte peso al principio della rappresentanza, da bilanciare con quello della governabilità, e le preferenze sono il modo più semplice e collaudato per garantire rappresentatività alla popolazione e alle istanze della società, senza intermediazioni e ingessature, in particolare in un contesto connotato da un forte tasso di astensionismo, soprattutto femminile (nelle elezioni 2024 del Parlamento europeo 6 donne italiane su 10 hanno disertato il voto). E questo nell’80mo anniversario del primo voto delle donne italiane, in cui votò quasi il 90% delle aventi diritto, deve farci riflettere!

Permettere alla popolazione di scegliere direttamente i propri rappresentanti può incoraggiare la partecipazione e il legame tra eletti ed elettori, restituendo centralità al territorio e alle comunità, valorizzando il principio di sussidiarietà, in contrasto col centralismo e col metodo della cooptazione dall’alto affermatisi negli ultimi anni.

Riconosciamo che le preferenze comportano dei rischi, ma restano il modo più trasparente per certificare il radicamento territoriale, il pluralismo culturale e la capacità di mobilitazione politica.

Meccanismi correttivi come la doppia preferenza di genere possono mitigare il vantaggio competitivo ancora detenuto prevalentemente da uomini».

Il consenso non può essere solo interno, dei vertici dei partiti. Occorre fidarsi dell’opinione degli elettori. Senza le preferenze, molte donne, magari quelle più libere e rappresentative della società, non sarebbero state peraltro messe in lista e quindi non avrebbero avuto (e non avrebbero) la possibilità di essere elette.

Essere espressione, oltre che di una forza politica, anche della scelta degli elettori conferisce inoltre agli eletti una maggiore autonomia nell’esercizio del mandato, come previsto dall’articolo 67 della Costituzione, una maggiore responsabilità e trasparenza di scelte e comportamenti, una maggiore rappresentatività fuori e dentro i partiti, colmando quel grave deficit relazionale e di fiducia che oggi mina la democrazia rappresentativa e la fiducia nelle assemblee elettive.

Su questo tema il Pd deve uscire dall’attuale imbarazzante silenzio e incertezza. Chiediamo al Partito Democratico di dire finalmente una parola chiara a favore delle preferenze, ridando protagonismo agli elettori e ai territori, come già accade per i consigli comunali, i consigli regionali e il Parlamento europeo».

Il documento che ci vede come prime firmatarie ha raccolto molte adesioni, a riprova della sensibilità delle donne cattolico democratiche su questo tema e della fiducia nella capacità della segretaria Schlein di fugare ogni dubbio sull’apertura del PD alle preferenze", concludono le due esponenti del Pd.

comunicato stampa

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