Non sarà soltanto una nuova sede, ma un luogo dove far convivere servizi, solidarietà, cultura e relazioni. L'ex scuola dell'infanzia di via Guidobono si prepara a diventare il cuore operativo della Cpd, la Consulta per le Persone in Difficoltà, che porterà a Mirafiori un progetto articolato pensato per rispondere ai bisogni del territorio e creare nuove occasioni di inclusione.
La struttura, concessa per vent'anni dalla Città di Torino, permetterà alla Cpd di riunire e ampliare le proprie attività in uno spazio di circa 900 metri quadrati con un'area verde esterna di circa 3 mila metri quadrati. L'obiettivo dichiarato è inaugurare il nuovo polo entro l'estate del prossimo anno.
"Uno spazio per far crescere i nostri progetti"
A spiegare la filosofia del progetto è Giovanni Ferrero, direttore della Cpd. "Ci serviva un posto grande come questa scuola per portare avanti i nostri progetti – racconta – In futuro trasferiremo qui anche le attività oggi ospitate in corso Unione Sovietica". L'idea è quella di creare un centro di prossimità dove la risposta alle fragilità non sia separata dalla vita quotidiana del quartiere, ma diventi parte integrante della comunità.
L'ala "Le Mani": solidarietà e sostegno alle fragilità
Una delle parti più importanti del progetto sarà l'ala sinistra dell'edificio, ribattezzata "Le Mani", dedicata all'ascolto, al sostegno e alla solidarietà. Qui nascerà un mercato solidale per la distribuzione di beni di prima necessità e saranno potenziati i servizi rivolti alle persone in difficoltà economica e sociale.
Troverà spazio anche lo sportello sociale della Cpd, punto di riferimento per famiglie e cittadini alle prese con problematiche legate a disabilità, diritti, casa, trasporti, accessibilità e percorsi socio-sanitari. Un servizio che si basa su un'esperienza consolidata: nel 2025 la Consulta ha realizzato oltre 3.200 interventi di supporto su queste tematiche.
L'ala centrale: il cuore dell'accoglienza
Al centro dell'edificio nascerà invece il fulcro della nuova struttura: uno spazio dedicato all'accoglienza e alla relazione. L'area centrale sarà pensata come punto di incontro tra i diversi servizi, un luogo operativo ma anche aperto alla socialità, dove cittadini, operatori e associazioni potranno incontrarsi e costruire nuove collaborazioni.
L'ala destra: cultura dell'inclusione
L'altra parte dell'edificio sarà dedicata alla progettazione, alla cultura dell'inclusione e alla formazione. Qui troverà posto una sala polifunzionale destinata a incontri, workshop, attività con aziende e iniziative pubbliche. Uno spazio flessibile, pensato per ospitare gruppi di lavoro, eventi e momenti di confronto.
Accanto nascerà una caffetteria sociale, concepita come luogo di incontro tra generazioni: dalle aree gioco per i più piccoli agli spazi dedicati agli anziani, fino ai percorsi per favorire l'avvicinamento al mondo del lavoro di giovani con disabilità cognitive. L'obiettivo è trasformare un semplice servizio in un luogo di relazione quotidiana.
Il giardino come spazio di benessere
Anche l'area esterna avrà un ruolo centrale nel progetto. Per la Cpd il verde non sarà un elemento decorativo, ma uno spazio di vita aperto e accessibile. Nel giardino sarà collocata la Garden House, una struttura in legno pensata come palestra per attività olistiche dedicate al benessere fisico e psicologico. Qui saranno organizzati percorsi di movimento, stretching, respirazione, ginnastica cognitiva e attività per favorire autonomia e socializzazione di anziani e persone con disabilità. Un progetto che punta anche a contrastare isolamento e solitudine, coinvolgendo la cittadinanza in attività aperte.
La nuova sede sarà anche un punto di riferimento per le iniziative culturali della Cpd, a partire dal DisFestival, il programma di eventi, spettacoli, incontri e attività educative dedicato al tema della disabilità. Un percorso che nel 2025 ha coinvolto oltre 5.400 studenti piemontesi e che ora potrà trovare una nuova casa proprio a Mirafiori.
La 2: "Gande opportunità per il quartiere"
Il progetto raccoglie il sostegno della Circoscrizione 2. "È un intervento davvero molto significativo – commenta il presidente Luca Rolandi – La rappresentanza del territorio può aiutare nello sviluppo della progettualità. Qui abbiamo una Casa del Quartiere importante, associazioni e realtà come I Buffoni di Corte che possono fare da collante".
Soddisfazione anche da Luca Galeasso, lista civica "La Piazza", che parla di "una buona notizia per il territorio perché andiamo a riutilizzare un luogo abbandonato". Per Maurizio Versaci si tratta di "un progetto interessante che porta i riflettori del sociale al Centro Europa: una grande risorsa per il quartiere una volta avviato".














