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Economia e lavoro | 29 luglio 2026, 16:17

Automotive, il Ministro delle imprese e la Regione al lavoro per dare vita alle nuove "Aree di accelerazione industriale"

L'obiettivo fissato è di riportare entro il 2035 la manifattura al 20% del PIL europeo

Automotive, il Ministro delle imprese e la Regione al lavoro per dare vita alle nuove "Aree di accelerazione industriale"

Il Piemonte è al lavoro per istituire le Aree di Accelerazione Industriale, sul modello dell’Industrial Accelerator Act (IAA) promosso dall’Unione europea per rafforzare la competitività dell’industria continentale e ricostruire in Europa le filiere produttive strategiche.

È quanto emerso oggi dal Tavolo convocato a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale hanno partecipato il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone e l’assessore allo Sviluppo delle Attività Produttive Andrea Tronzano. Il tavolo al MIMIT era presieduto dal ministro Adolfo Urso.

Le aree ad accelerazione industriale possono costituire per il Nord quella leva di sviluppo industriale che le ZES hanno portato nelle Regioni del Sud Italia, aprendo a quelle medesime misure di sburocratizzazione che il mondo produttivo ci chiede con forza e con quel particolare focus sull'industria automobilistica necessario al rilancio di Mirafiori a Torino - dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone e l’assessore allo Sviluppo delle Attività Produttive Andrea Tronzano - Raccoglieremo al più presto le proposte delle associazioni datoriali così come dei sindacati che siedono nel tavolo automotive, così da portare un contributo partecipato al cantiere normativo sulla nuova misura inaugurato oggi dal MIMIT con la Conferenza delle Regioni”.

Ogni iniziativa è utile, l’importante è che porti lavoro alle nostre imprese e ai nostri lavoratori e che possibilmente lo faccia in tempi brevi - commenta la vicesindaca di Torino Michela Favaro -. Il comparto industriale torinese ha grandi maestranze che devono veder riconosciuto il loro talento e per fare in modo che ciò avvenga è essenziale un supporto nazionale serio e quotidiano. Come Città siamo sempre pronti a dialogare per il bene del territorio, solo ieri abbiamo audito i rappresentanti sindacali del comparto metalmeccanico, e quindi ci auguriamo che queste ‘aree di accelerazione industriale’ portino qualche beneficio concreto”.

L’Industrial Accelerator Act rappresenta la risposta europea alla crescente competizione internazionale e alla progressiva perdita di capacità manifatturiera del continente. L’obiettivo fissato è di riportare entro il 2035 la manifattura al 20% del PIL europeo, consolidando in Europa le catene del valore dei comparti strategici e riducendo la dipendenza tecnologica da Paesi extra UE.

Tra questi, il settore che assume centralità prioritaria è l’automotive. Negli ultimi due anni la redditività media del comparto europeo è scesa dal 7,4% al 5%, mentre nel biennio 2024-2025 sono stati annunciati oltre 100.000 esuberi, a conferma delle difficoltà che l’industria automobilistica sta affrontando nella competizione con i grandi produttori asiatici e nordamericani.

Proprio per questo il pacchetto europeo del 16 dicembre 2025 ha introdotto misure specifiche per sostenere la produzione di piccoli veicoli elettrici accessibili realizzati nell’Unione europea, prevedendo super-crediti e incentivi collegati all’origine europea delle celle e dei componenti delle batterie. L’obiettivo è rafforzare l’autonomia industriale dell’Europa, riportando sul continente le produzioni ad alto valore aggiunto e riducendo la dipendenza dalle importazioni di tecnologie strategiche.

Per il Piemonte, che ospita uno dei principali ecosistemi automotive d’Europa, questa rappresenta un’opportunità decisiva per attrarre nuovi investimenti, sostenere la riconversione della filiera e difendere competenze, occupazione e capacità produttiva.

L’introduzione delle Aree di Accelerazione Industriale consentirà di creare distretti logistici e produttivi nei quali concentrare investimenti, infrastrutture energetiche e semplificazioni amministrative, favorendo la collaborazione tra imprese, ricerca e pubblica amministrazione.

Le Aree saranno destinate prioritariamente ai grandi progetti manifatturieri nei settori strategici individuati dall’Industrial Accelerator Act: automotive; tecnologie Net Zero, comprese batterie, fotovoltaico, biogas e tecnologie per la transizione energetica; industrie ad alta intensità energetica, come chimica, materie plastiche, metallurgia e carta.

L’Industrial Accelerator Act (IAA) apre inoltre alla possibilità di attivare misure innovative:

- Approvazione tacita (Tacit Approval): applicazione del principio del silenzio-assenso nelle fasi intermedie delle autorizzazioni, con una significativa riduzione dei tempi burocratici;

- Connessione prioritaria alle reti energetiche: pianificazione preventiva dei fabbisogni energetici e garanzia di accesso prioritario alle infrastrutture per le imprese insediate nelle Aree di Accelerazione;

- Digitalizzazione e principio Once Only: integrazione tra i Punti di Accesso Unici e gli European Business Passports, consentendo alle imprese di fornire una sola volta i propri dati amministrativi, con un risparmio stimato in circa 240 milioni di euro di oneri burocratici.

Le dichiarazioni

“La direzione sembra essere quella giusta - sostiene Rocco Cutrì, segretario generale Fim Torino Canavese e Igor Albera, segretario Fim con delega all’automotive -: abbiamo necessità di concretezza e pragmatismo. Importante e strategico il tema dell’energia, che necessita di un approfondimento sul ridimensionamento dei costi e su questo la connessione prioritaria alle reti energetiche prevista dall’Industrial Accelerator Act va nella direzione richiesta dal mondo produttivo.”.

Di parere opposto le consigliere regionali di Avs Alice Ravinale e Valentina Cera.

"L’unica cosa chiara è che si continua a non voler richiamare con la dovuta forza Stellantis alle sue responsabilità anche sociali nella nostra regione - spiegano -, nonostante la produzione vada a sighiozzo e in questa estate rovente lo stabilimento sarà più chiuso che aperto. L’Italia ha abdicato completamente ad avere delle politiche industriali serie, che affrontino il problema. La Spagna ad esempio lo ha fatto e il paragone con i suoi numeri è impietoso: 650.000 immatricolazioni nel primo semestre 2026, investimenti record a 3,2 miliardi di euro e un forte aumento dei veicoli elettrificati. Non solo: soltanto nello stabilimento di Saragozza Stellantis ha intenzione di produrre più veicoli di quelli che produce in un anno in tutta Italia. Cirio e Marrone prendano esempio, che di parole su misure salvifiche e su ripartenze fantasma Torino e il Piemonte ne hanno sentite abbastanza, ora servono fatti per i lavoratori e le imprese dell'indotto".
 


 

Redazione

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