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Attualità | 02 agosto 2026, 11:30

Dora Park, l'analisi del rischio è ferma al 2003: "Servono analisi aggiornate prima di costruire"

Il comitato Cittadini Parco Dora chiede nuove verifiche sul Lotto 3. "Perché qui non sono stati fatti controlli aggiornati come nei lotti vicini?"

Il cantiere del Dora Park

Il cantiere del Dora Park

L'ultima Analisi di Rischio disponibile per il terreno sul quale sta prendendo forma il nuovo complesso residenziale Dora Park risale al 2003. È questo il dato che sta alimentando un nuovo fronte di polemiche attorno all'intervento edilizio nell'ex Area Vitali, dopo che il Comitato Cittadini Parco Dora ha ottenuto la documentazione attraverso un accesso agli atti rivolto alle amministrazioni competenti.

Secondo il Comitato, gli atti acquisiti aprirebbero interrogativi sulle verifiche ambientali effettuate prima dell'avvio del cantiere e sulla documentazione che ha portato al rilascio delle autorizzazioni edilizie.

L'accesso agli atti 

L'iniziativa è stata sostenuta anche dai consiglieri della Circoscrizione 5 Cinzia Redavid e Bruno Francavilla, che hanno portato la questione all'attenzione della commissione circoscrizionale competente. Sul tema si è mosso anche il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone, che ha promosso un incontro tra il Comitato e Arpa Piemonte per approfondire la vicenda.

L'obiettivo era ricostruire il percorso della bonifica dell'ex Area Vitali, un sito industriale dismesso oggi interessato dalla realizzazione del nuovo complesso residenziale.

Il nodo dell'Analisi di Rischio

Tra i documenti visionati emerge che, per il Lotto 3 - quello sul quale è in corso la costruzione di Dora Park - l'unica Analisi di Rischio risulterebbe essere quella eseguita nel 2003.

Sempre secondo quanto riferisce il Comitato, il parere favorevole espresso nel 2026 dall'Ufficio Bonifiche del Comune di Torino si fonderebbe principalmente sul provvedimento di svincolo ai fini edilizi rilasciato nel 2009 al termine degli interventi di bonifica. Ed è proprio questo passaggio a far nascere nuovi interrogativi.

Il confronto con i lotti vicini

Il provvedimento del 2009 aveva infatti dichiarato edificabili anche i Lotti 4 e 5 dell'ex Area Vitali. Tuttavia, nel 2020, successive indagini svolte da Arpa Piemonte hanno rilevato la presenza di cromo esavalente nella zona vadosa oltre i limiti consentiti.

Una scoperta che ha portato all'apertura di un nuovo procedimento di bonifica e al blocco dell'edificabilità di quell'area. Secondo il Comitato, per il Lotto 3 non risulterebbero invece essere state effettuate verifiche analoghe dopo il 2009.

Da qui la domanda rivolta agli enti competenti: se il via libera edilizio del 2009 si è rivelato insufficiente per i lotti confinanti, perché non sono stati eseguiti ulteriori accertamenti anche nell'area dove oggi è in costruzione Dora Park?.

Le segnalazioni sul cantiere

Alle questioni ambientali si affiancano quelle relative allo svolgimento delle attività di cantiere. Il Comitato riferisce di aver raccolto fotografie e filmati che mostrerebbero, in diverse occasioni, lavoratori impegnati negli scavi, nella movimentazione del terreno e nei lavori in quota senza che risultino visibili alcuni dispositivi di protezione individuale normalmente previsti per questo tipo di attività.

Le immagini, spiegano i cittadini, sarebbero già state trasmesse circa un mese fa allo SPreSAL, ma secondo il Comitato le modalità operative osservate successivamente non avrebbero evidenziato cambiamenti significativi.

La richiesta: applicare il principio di precauzione

Alla luce degli elementi emersi dalla documentazione, il Comitato chiede che venga applicato il principio di precauzione. L'appello rivolto alle istituzioni è quello di sospendere l'avanzamento delle opere di fondazione fino all'effettuazione di nuove analisi del terreno, sia superficiali sia in profondità, così da disporre di dati aggiornati sullo stato ambientale dell'area.

"Non è una battaglia contro un'opera edilizia, ma una richiesta di trasparenza, responsabilità e tutela della salute pubblica", spiegano le referenti del Comitato. "Quando un intervento di queste dimensioni interessa un quartiere già densamente abitato e si sviluppa nelle immediate vicinanze di un polo dell'infanzia, ogni dubbio deve essere chiarito. Il principio di precauzione non rappresenta un ostacolo allo sviluppo, ma una garanzia per la sicurezza dei cittadini di oggi e di domani".

Philippe Versienti

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