Per il momento la situazione politica dell’Ucraina resta in divenire, o meglio in confusione, poiché alcuni ministri andrebbero ancora confermati formalmente. E intanto la piazza chiede il reintegro di Fedorov, appena licenziato dal dicastero della Difesa. Come riporta il sito Strumenti Politici, in battaglia le circostanze non sono mutate a favore di Kiev, come si sperava con la “campagna dei 40 giorni” con cui voleva fermare i russi e portarli a firmare la tregua.
In compenso, il presidente ucraino dopo i vertici politici ha poi sostituito quelli militari. Ha congedato il capo di stato maggiore e pure il comandante delle Forze armate Syrsky, che era da due anni in carica e che aveva tanto osteggiato il giovane ministro della Difesa. Che cosa succederà adesso lo si vedrà solamente sul campo, dove gli attacchi reciproci di droni e artiglieria stanno devastando la logistica e le infrastrutture energetiche delle controparti. Se gli ucraini sono riusciti a colpire raffinerie e depositi anche in profondità nel territorio russo, hanno però subito gravi danni alle linee di rifornimento e di distribuzione elettrica per i civili.
D’altro canto, Kiev sta attaccando persino le spiagge del Mar Nero, coi suoi droni che uccidono i bagnanti in pieno giorno. Ora l’inverno appare difficile, come ammesso dallo stesso Zelensky nella sua recente visita a Belgrado. Afferma che andando avanti di questo passo i suoi concittadini ucraini rimarranno senza luce o riscaldamento nella prossima stagione fredda.
Dunque per lui l’Europa deve dare di più all’Ucraina per farla sopravvivere ancora. Nel frattempo, i manifestanti continuano a protestare per far rimettere al suo posto l’ex ministro Fedorov e dicono che non smetteranno finché il Parlamento non riprenderà i lavori legislativi dopo la pausa estiva.
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