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Moncalieri | 02 settembre 2026, 15:55

Moncalieri, si apre una nuova era per Italdesign: Ust verso il controllo dell'azienda

La multinazionale statunitense a capitale indiano la prossima settimana dovrebbe concludere l'acquisizione da Audi

Si apre una nuova era per Italdesign: Ust verso il controllo dell'azienda

Si apre una nuova era per Italdesign: Ust verso il controllo dell'azienda

Per Italdesign sta per iniziare un nuovo capitolo della propria storia industriale. Nei primi giorni di settembre dovrebbe infatti arrivare il closing dell’operazione che consegnerà a Ust, multinazionale statunitense a capitale indiano, la maggioranza della società con sede a Moncalieri. Un passaggio destinato a modificare gli equilibri proprietari dell’azienda fondata da Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani, finora controllata da Audi.

L'appuntamento del 7 settembre

La conclusione dell’accordo arriva dopo oltre dodici mesi di trattative. A segnare ufficialmente l’avvio della nuova fase sarà anche l’appuntamento del 7 settembre, quando l’amministratore delegato di Italdesign, Antonio Casu, e il ceo di Ust, Krishna Sudheendra, illustreranno strategie, obiettivi e prospettive della collaborazione.

La vicenda era iniziata nel maggio 2025, quando Audi aveva informato i rappresentanti dei lavoratori dell’intenzione di valutare la cessione di Italdesign. La scelta si inseriva nella più ampia fase di riorganizzazione che stava interessando il settore automobilistico tedesco, alle prese con le difficoltà di Volkswagen e Audi. La vendita, tuttavia, non sarebbe stata determinata da problemi economici della società piemontese. Italdesign aveva infatti archiviato il 2024 con risultati particolarmente positivi, raggiungendo un fatturato record di 332 milioni di euro e contando circa 1.300 dipendenti. Numeri che confermano il ruolo dell’azienda nel panorama dell’ingegneria e del design automobilistico italiano, attività portate avanti dalla sua fondazione nel 1968.

La svolta del dicembre dello scorso anno

La svolta è arrivata il 10 dicembre, con l’annuncio da parte di Audi dell’intesa raggiunta con Ust. Secondo le cifre emerse in quel periodo, la multinazionale avrebbe acquisito una partecipazione tra il 65% e il 70% di Italdesign, per un valore stimato intorno ai 150 milioni di euro. Audi, invece, sarebbe destinata a mantenere una quota di minoranza.

Proprio la permanenza del gruppo tedesco nel capitale rappresenta uno degli elementi più significativi dell’operazione. Italdesign mantiene infatti importanti rapporti commerciali con la galassia Volkswagen, che rappresenta una componente rilevante del suo portafoglio di commesse. Sarà quindi fondamentale capire se e come cambieranno i rapporti industriali con Audi e con il gruppo tedesco dopo il cambio di controllo.

Grande attenzione riguarda anche il futuro dei lavoratori. Ai circa 1.300 dipendenti erano state garantite tutele occupazionali per i quattro anni successivi all’operazione. I sindacati, però, hanno chiesto fin dall’inizio del confronto garanzie più ampie, che comprendessero non soltanto i livelli occupazionali, ma anche un piano industriale capace di assicurare prospettive solide alla società.

Le questioni ancora da chiarire

A suscitare interrogativi è stato soprattutto il profilo di Ust, realtà internazionale particolarmente attiva nei servizi tecnologici e nella trasformazione digitale e con una presenza meno radicata nel comparto automobilistico rispetto ad Audi. Da qui l’attenzione sul futuro dello stabilimento di Moncalieri e sulla capacità del nuovo azionista di accompagnare Italdesign in una fase di crescita senza perdere il proprio ruolo nel settore automotive.

Restano soprattutto tre questioni da chiarire: quale sarà il futuro del polo di Moncalieri, come verranno gestiti i rapporti con Audi e Volkswagen e quali nuovi mercati potrà conquistare Italdesign. Per un’azienda che da oltre mezzo secolo rappresenta uno dei nomi più riconoscibili dell’ingegneria e del design automobilistico, il cambio di proprietà potrebbe quindi tradursi non soltanto in un passaggio societario, ma nell’inizio di una nuova strategia di sviluppo.

Massimo De Marzi

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