"Sono anni di amarezza quello che stiamo vivendo: parliamo di Iveco, ma prima di Magneti Marelli o di Comau. I capitani di più lungo corso hanno via via abbandonato la nave dell'industria nazionale". Così Pier Luigi Bersani, ex ministro dell'Industria ai tempi del Governo Prodi, parlando delle recenti operazioni che vedono proprietà straniere rilevare aziende e marchi storici del tessuto produttivo piemontese e non solo. Lo ha fatto ieri sera, ospite della Festa dell'Unità al Parco Ruffini, parlando a poche ore dall'ufficialità del passaggio di Italdesign agli indo-americani di Ust. Ma è solo uno degli esempi più recenti. Iveco ne è un altro e non solo.
Attenzione e vigilanza
"Ci vuole attenzione e vigilanza: è possibile che da quando sono partite queste operazioni non si sia arrivati a un'azione di moral suasion del Governo leggendo anche un piano industriale. Capire cosa si fa e dove, a Torino come a Foggia o Piacenza", ha detto ancora Bersani. "Gli impegni generici sulla difesa dell'occupazione vanno bene, ma bisognerebbe capire meglio in concreto quali siano le attività industriali. Farci capire cosa fai e dove".
Ragionare, chiedere, collaborare
"Se i capitali nazionali non sono in condizione o non intendono investire non possiamo costringerli, ma bisogna ragionare, incalzare, chiedere e dimostrare che nessuno ha l'anello al naso. Ma anche essere disponibili a collaborare se ci sono buone intenzioni. Ma qualche elemento in più, il Governo, dovrebbe chiederlo. Guardare da vicino cosa succede, stabilimento dopo stabilimento", ha concluso l'esponende dem.














