Un imponente complesso pubblico in parte utilizzato da associazioni del territorio, ma circondato da sporcizia, vegetazione incolta e tracce di occupazioni abusive. E' il caso dei locali dell'ex anagrafe di via Negarville 8, dove le recenti operazioni di rimozione dei rifiuti e di pulizia dei parcheggi non sono bastate ad affievolire le proteste dei residenti. A chiedere ancora una volta un piano strutturale di rilancio e interventi urgenti di decoro è il consigliere comunale Giuseppe Iannò, autore di un'interpellanza.
La mappa dei locali
Al momento la Circoscrizione 2 gestisce direttamente solo una porzione dell'immobile di via Negarville, destinata in prevalenza al tessuto sociale locale: al piano terra (civico 8/48 bis) e al primo piano (civico 8/28) opera un Patto di Collaborazione guidato dall'Associazione Ajs; al primo piano trovano spazio l'Associazione Sartoria Popolare, l'Associazione Amici Parkinsoniani e il Centro d'Incontro Negarville. Durante il 2026, la Circoscrizione è intervenuta con opere di piccola manutenzione ordinaria, ripristinando le recinzioni, le griglie esterne e ristrutturando i servizi igienici (sostituzione di sanitari, rubinetterie, boiler e vaschette).
La pulizia straordinaria entro l'autunno
I nodi critici principali restano però concentrati nelle aree comuni esterne e nei locali attualmente sfitto-inutilizzati. I vani al secondo piano del civico 8/28 risultano del tutto non assegnati e con i bagni fuori servizio in attesa di interventi straordinari. Sul fronte della pulizia, se da un lato la gestione ordinaria del porticato spetterebbe ai singoli assegnatari, le continue segnalazioni delle associazioni hanno spinto la Circoscrizione 2 a richiedere un intervento straordinario di pulizia profonda ad Amiat, programmato ed eseguito entro l'autunno.
Iannò: "Servono progetti concreti"
Per il consigliere Iannò, "la parziale sistemazione dei parcheggi e gli interventi spot non possono bastare in un quartiere periferico già fragile: occorre una visione a lungo termine capaci di sottrarre definitivamente l'ex anagrafe al rischio di nuovi accumuli di spazzatura e degrado, restituendo la struttura alla fruizione pubblica della cittadinanza".













