La rappresentazione è stata scelta come evento inaugurale per l’edizione 2026 del Festival dell’Accoglienza 2026, anche per ricordare gli ottocento anni dalla morte del “poverello di Assisi”. Lo spettacolo è curato dalla compagnia PoEM, con la regia di Gabriele Vacis, e attraverso racconti e musica accompagna gli spettatori in un viaggio tra passato e presente, indagando analogie e cambiamenti, stimolando emozioni e riflessioni.
Nella letteratura italiana, “Il cantico delle creature” è il più antico componimento poetico in lingua volgare giunto a noi in forma non anonima. Nell’opera San Francesco celebra il creato e Dio attraverso la spiritualità, l’estasi e il rapimento, l’immediato e spontaneo sentimento di gioia che ognuno ha provato almeno una volta nella sua vita davanti a una volta stellata, a un paesaggio, a un angolo di cielo che si piega sulla terra. La lode di Dio, nel cantico, non è qualcosa che abita lo spazio metafisico della mente, non arriva vicino a Dio con la ragione o l’intelligenza, Francesco propone una strada diversa, che si dipana dal creato fino al creatore attraverso la materia, i nostri sensi mortali, un canto che non può non coinvolgere il corpo.
Per il Festival dell’Accoglienza, lunedì 21 settembre (ore 18) all’Aula Magna del Campus Einaudi ((Lungo Dora Siena 100), ne parleranno il prefetto Franco Gabrielli e la sociologa Chiara Saraceno
Al tema “Governare la paura, costruire fiducia: dialogo su sicurezza, fragilità sociali e bene comune” è dedicato l’incontro con la sociologa Chiara Saraceno e Franco Gabrielli, ex capo della Polizia e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Draghi. In dialogo con la giornalista Marina Lalović tratteranno l’argomento “sicurezza” sotto diversi aspetti: la sicurezza percepita e quella effettiva nelle nostre città e nei nostri quartieri, la sicurezza economica quando guadagni e lavoro si fanno sempre più precari, l’insicurezza sociale allorché curarsi o avere sussidi pubblici diventa sempre più difficile. Inoltre, i relatori saranno invitati a rispondere alla domanda su quali rapporti esistano tra la sicurezza, i diritti individuali e collettivi e le istituzioni. Temi sui quali si focalizzeranno senza dubbio le campagne elettorali locali e nazionali del prossimo anno e nel corso delle quali, forse talvolta arbitrariamente, potranno essere posti in relazione a quello dell’accoglienza dei migranti.














