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Eventi | 07 ottobre 2026, 18:30

Graphic Days: il festival della comunicazione visiva torna a Torino per l'11^ edizione

Dal 15 al 25 ottobre

Graphic Days: il festival della comunicazione visiva torna a Torino per l'11^ edizione

Dal 15 al 25 ottobre 2026 torna a Torino Graphic Days, il festival internazionale dedicato alla comunicazione visiva e al social design, giunto alla sua undicesima edizione. Per la prima volta il festival approda ai Cantieri del Gruppo Building, nel quartiere Barriera di Milano, con un programma che attraversa linguaggi, discipline e formati differenti: oltre 60 ospiti internazionali, 19 mostre, talk, workshop, Tips & Tricks, performance, dj set, live printing, portfolio review, attività per le scuole e le famiglie, una mostra mercato e appuntamenti diffusi in città. 

Un programma costruito intorno a una parola: DISORDINE. «Il concetto di DISORDINE – sottolineano i direttori creativi del festival Ilaria Reposo e Fabio Guida – non è inteso come caos, ma come condizione generativa e spazio di possibilità che apre nuove prospettive, mettendo in discussione sistemi e gerarchie e favorendo la costruzione di modelli aperti e dinamici. Il linguaggio visivo diventa lo strumento con cui esprimere energia o raccontare la complessità della condizione umana, mettendo in evidenza lo stretto legame tra ordine e disordine».

Il disordine diventa così processo creativo aperto e imprevedibile, ibridazione tra discipline e tecnologie, specchio di un presente segnato da conflitti sociali, sovraccarico informativo e intelligenza artificiale, ma anche strumento di protesta e occasione per cercare nuovi equilibri.

Tra i progetti, Giorgia Lupi porta a Torino L’umanesimo dei dati, dedicato al Data Humanism e a un modo di progettare l’informazione che restituisce centralità alle persone e al contesto; Never ever be predictable attraversa la ricerca grafica di Quim Marin; Newschøøl of pø5ter, realizzata con la Polish Graphic Design Association, esplora la scena indipendente e il clubbing polacco; mentre Saluti e Baci di Daniele Catalli usa l’immaginario turistico per interrogare alcune contraddizioni ambientali della contemporaneità. 

La dimensione internazionale prosegue con Eyes On Switzerland, con una selezione dedicata alla grafica svizzera contemporanea, e con 혼돈 HONDON – The Korean Dis-order, focus sulla storia dell’Hangeul e sulla sua capacità di diventare oggi materia di sperimentazione visiva. Il percorso comprende inoltre il lavoro di Henning Wagenbreth, la scena dell’animazione italiana raccontata da Animation Conversation, la lettura della grafica italiana proposta da RIFLESSI, i progetti under 30 di Neologia, i poster di Posterheroes – Still Human, tre dark room interattive e Future Players, dedicata ai videogiochi ecologici e speculativi.

comunicato stampa

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