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Cronaca | 09 ottobre 2026, 16:01

Allarme carcere a Torino, Osapp: "Con 1608 detenuti e la carenza di personale, la struttura è al collasso"

Il sindacato di Polizia penitenziaria lancia l'appello: "Le condizioni di lavoro sono sempre più insostenibili"

Allarme sovraffollamento al carcere delle Vallette di Torino

Allarme sovraffollamento al carcere delle Vallette di Torino

Il carcere di Torino ha raggiunto ieri la presenza di 1.608 detenuti, una situazione che il sindacato Osapp definisce ormai "esplosiva" e che "sta mettendo a dura prova la tenuta dell’istituto penitenziario".

Secondo i rappresentanti dei lavoratori presso la struttura, il sovraffollamento, la presenza di detenuti appartenenti a molteplici etnie, la carenza di spazi e le condizioni di degrado degli ambienti contribuiscono ad alimentare una crescente conflittualità e una successione di eventi critici, determinando una situazione di grave pericolo sia per il personale di Polizia Penitenziaria sia per la stessa popolazione detenuta.

"Ormai siamo totalmente alla deriva - dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp -. Tutto questo avviene nel silenzio più assordante della politica e delle istituzioni".

Alcune settimane fa, l’Osapp aveva rivolto un appello ai rappresentanti politici di ogni schieramento del Comune di Torino e della Regione Piemonte, chiedendo loro di visitare l’istituto e incontrare direttamente le lavoratrici e i lavoratori che vi operano quotidianamente. "A parte qualche eccezione, gli altri sono rimasti totalmente immobili e inerti. Un’inerzia che riscontriamo anche a livello dell’amministrazione regionale e di quella centrale, mentre la situazione all’interno del carcere continua a peggiorare", prosegue Beneduci.

A Torino, dicono i sindacati di categoria, mancano oltre 100 unità nel ruolo degli agenti e assistenti di Polizia Penitenziaria. Una carenza che costringe il personale a sostenere turnazioni estremamente gravose e difficilmente compatibili con condizioni di lavoro dignitose e sicure. "Il personale è sottoposto ogni giorno a turni disumani e a uno stress psicofisico continuo. Una condizione che mette seriamente a rischio la salute degli operatori e la sicurezza dell’intero istituto. Non si può continuare a chiedere sacrifici sempre maggiori a lavoratrici e lavoratori senza garantire organici adeguati e condizioni operative sostenibili", conclude il segretario generale dell’Osapp.

Da qui la richiesta di interventi urgenti e concreti per affrontare il sovraffollamento, colmare le gravi carenze di organico e ripristinare condizioni di sicurezza, igiene e vivibilità all’interno della casa circondariale di Torino. "Non è più possibile ignorare una situazione che coinvolge quotidianamente il personale penitenziario e le persone detenute. Servono risposte immediate da parte delle istituzioni, prima che il susseguirsi degli eventi critici produca conseguenze ancora più gravi".

redazione

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