Aria di intimidazione e grande spavento nel quartiere Parella, quasi al confine con Collegno. Nella serata di ieri, martedì 13 ottobre, intorno alle 22, una violentissima esplosione ha scosso l'intero complesso residenziale al civico 200/E di via Servais. Un ordigno artigianale, con ogni probabilità una bomba carta di natura dolosa, è stato lanciato contro l'ingresso di una delle palazzine proprio mentre le famiglie si preparavano a dormire.
La deflagrazione ha provocato danni ingenti: il portone d'ingresso è finito letteralmente in mille pezzi, staccando frantumi e spargendo vetri ovunque tra la scalinata e l'androne interno. Fortunatamente, nonostante la violenza dell'impatto, non si registrano feriti.
Il panico tra i residenti
Il boato, udito a centinaia di metri di distanza, ha fatto piombare il quartiere nel panico. Diversi abitanti hanno raccontato di aver avvertito una scossa improvvisa che ha fatto tremare le pareti delle proprie abitazioni. Terrorizzati e senza capire cosa stesse accadendo, decine di condomini sono riversati in strada in pochi minuti.
Immediato l'intervento dei vigili del fuoco, giunti sul posto con le squadre del comando provinciale di corso Regina Margherita e del distaccamento di corso Moncalieri. I pompieri hanno subito messo in sicurezza l'area danneggiata, transennando l'androne e impedendo il passaggio per scongiurare ulteriori pericoli.

Inseguimento e rilievi
Insieme ai soccorritori sono intervenute tempestivamente le volanti della Polizia di Stato. Gli agenti hanno avviato una prima fase di ascolto dei residenti scesi in strada, nel tentativo di raccogliere elementi utili, testimonianze o eventuali sospetti su possibili contenziosi o minacce recenti. L'ipotesi principale al vaglio degli investigatori è che si sia trattato di un vero e proprio atto intimidatorio.
Sul luogo dell'attentato sono arrivati anche gli specialisti della Polizia Scientifica, che hanno eseguito i rilievi tecnici fino a notte fonda per repertare tracce dell'esplosivo e ricostruire l'esatta dinamica dell'innesco. Secondo le prime ricostruzioni, chi ha agito potrebbe essere arrivato a bordo di un'automobile, aver lanciato e innescato l'ordigno a ridosso del portone per poi darsi a una rapida fuga prima del boato. Le indagini proseguono a ritmo serrato per dare un nome e un volto ai responsabili.










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