Dalle prime ore di oggi, mercoledì 14 ottobre, oltre 300 studenti del liceo scientifico Carlo Cattaneo di Torino hanno occupato la succursale di via Postumia. Gli ingressi sono stati chiusi con lucchetti, mentre aule e auditorium sono stati trasformati in spazi per assemblee, discussioni e laboratori autogestiti.
Infiltrazioni
La protesta nasce anzitutto dalle condizioni dell’edificio. Gli studenti segnalano infiltrazioni nell’auditorium durante le giornate di pioggia, soffitti e muri segnati dall’umidità e pareti danneggiate. La richiesta di interventi urgenti è rivolta alla Città Metropolitana.
"Facciamo lezione in un edificio che cade a pezzi e non riceviamo risposte", dichiara Matilde (nome di fantasia), studentessa in occupazione. "Chiudere la scuola con i lucchetti non vuol dire lasciarla vuota", aggiunge. «"n questi giorni l’auditorium dove piove diventa il luogo delle nostre assemblee e le aule si riempiono di discussioni e laboratori che decidiamo noi. Ci stiamo riprendendo uno spazio che è nostro e che per anni è stato lasciato andare in rovina, perché vogliamo dimostrare che una scuola diversa possiamo costruirla noi studenti".
Per il Collettivo Lorenzo Parelli, promotore dell’iniziativa, il degrado della sede si inserisce in una questione più ampia: la riduzione delle risorse destinate alla scuola pubblica e la scelta, contestata dagli studenti, di aumentare gli investimenti nel settore militare.

Le occupazioni
L’occupazione del Cattaneo si aggiunge a una mobilitazione che nelle ultime settimane ha coinvolto numerose scuole di Torino e dell’area metropolitana. Le proteste sono partite dal Regina Margherita, dal Carlo Ignazio Giulio e dal Gobetti, per poi estendersi, con modalità diverse, fra occupazioni, blocchi e assemblee, anche a Lagrange, Einstein, Primo Liceo Artistico, Majorana, Alfieri, Gioberti e Maxwell di Nichelino.
Nei giorni scorsi circa un centinaio di studenti ha manifestato davanti alla sede della Città metropolitana, in corso Inghilterra. Una delegazione è stata ricevuta dalla consigliera con delega all’Istruzione Caterina Greco: al centro del confronto, gli interventi sugli edifici già realizzati, quelli ancora in corso e la richiesta dell’ente di evitare danneggiamenti alle strutture.
Tentativo di occupazione, non andato a buon fine, anche al Itc Sommelier di corso Duca degli Abruzzi. Al momento la scuola è chiusa e all'interno ci sono solo i docenti. Ai ragazzi sarebbe stato vietato di entrare senza la presenza dei loro genitori. Mentre un'occupazione è registrata anche presso l'Itis Majorana di corso Tazzoli. Segnalati danni ai cancelli della sede Gaidano e studenti in movimento sui tetti della sede Tazzoli.

La protesta al Boselli
In questo clima di fermento si inserisce con forza la mobilitazione degli studenti dell’Istituto Boselli (sede To2), protagonisti in queste ore di un'occupazione pacifica volta a trasformare la scuola in un luogo di partecipazione attiva. I ragazzi hanno deciso di rompere il silenzio per raccontare all'esterno le ragioni del proprio gesto, organizzando un fitto calendario di dibattiti, workshop culturali e momenti di riflessione autogestiti.
"La nostra iniziativa non vuole limitarsi a una semplice forma di protesta, ma rappresentare un momento di confronto e sensibilizzazione per dimostrare che gli studenti possono essere protagonisti del cambiamento" spiegano i giovani promotori dell'occupazione.

I cortei
Le rivendicazioni dei collettivi uniscono il tema dell’edilizia scolastica alla critica delle politiche del Governo sull’istruzione, al rifiuto di una scuola giudicata troppo repressiva e all’opposizione al riarmo. Gli studenti richiamano inoltre le mobilitazioni francesi come modello per allargare la protesta. I prossimi appuntamenti annunciati sono il corteo studentesco di venerdì 16 ottobre, con partenza alle 10 da piazza XVIII Dicembre, e la manifestazione contro il riarmo prevista sabato 24 ottobre alle 15 in piazza Castello.
Il collettivo del Cattaneo è intitolato a Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni morto nel 2022 durante un’esperienza di alternanza scuola-lavoro.
La condanna della FLC CGIL: "Ferma condanna per la devastazione"
A prendere una posizione netta sulla vicenda del "Peano" è il sindacato FLC CGIL Torino, che ha espresso vicinanza alle studentesse e agli studenti scesi in piazza per rivendicare una scuola democratica, sicura e inclusiva, ribadendo la contrarietà al Decreto Scuola sulle classi ad alta presenza di alunni stranieri e chiedendo maggiori investimenti pubblici per l'istruzione invece delle spese militari. Tuttavia, la sigla sindacale ha condannato con fermezza gli atti vandalici avvenuti nell'istituto, dove un gruppo di decine di persone a volto coperto, in gran parte estranee alla scuola, è penetrato nei locali devastando attrezzature e nuovi laboratori.
"Questi episodi e le aggressioni non hanno nulla a che vedere con la protesta" sottolinea la FLC CGIL Torino, esprimendo piena solidarietà alla dirigente scolastica e al personale, e lodando il coraggio degli studenti che si sono frapposti per difendere le strutture.
















