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Economia e lavoro | venerdì 10 agosto 2018, 10:12

Crisi Tundo: a Torino non paga i dipendenti, in Puglia è “un esempio di buona impresa”

Il deputato De Lorenzis, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, ha visitato la sede della Tundo a Zollino (Le) e l’ha definita “un esempio di buona impresa dal Sud”. Ma a Torino è piena crisi

Crisi Tundo: a Torino non paga i dipendenti, in Puglia è “un esempio di buona impresa”

Mentre a Torino lascia circa 150 dipendenti in agitazione, a Zollino, in provincia di Lecce, la Tundo spa ha ricevuto la visita dell’onorevole Diego De Lorenzis, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati. L’azienda, come riportato dal “Corriere Salentino”, è stata definita “un esempio di buona impresa dal Sud”, sebbene lo stato di agitazione in cui versa la società abbia indotto il Comune di Torino a pagare direttamente i dipendenti che operano sul territorio sabaudo, al fine di garantire loro uno stipendio che non arriva più.

Alcuni lavoratori della Tundo a Torino, poi, hanno ottenuto il licenziamento per giusta causa, vista l’assenza di retribuzione per almeno tre mesi. Questo consentirà loro di accedere al sussidio di disoccupazione e riprendere ad avere, quindi, delle entrate economiche. Ma in tutto questo Enrico Tundo, amministratore unico dell’azienda, ha a lungo discusso con De Lorenzis senza, a quanto pare, parlare dello stato di crisi. Nel frattempo dovrebbe avere già ricevuto una lettera dall’assessorato ai Servizi educativi del Comune di Torino, che gli intima di pagare gli arretrati.

“Tundo – ha commentato il deputato – è uno di quelli che si è rimboccato le maniche ed ha raggiunto il successo dimostrando di essere bravo a fare quello che fa. Una testimonianzia di buona impresa partita dal Sud, un’eccellenza verrebbe da dire”. Frasi che hanno fatto infuriare i dipendenti torinesi, che si preparano a una nuova manifestazione dopo Ferragosto sotto le finestre di Palazzo civico a Torino.

Da quanto si apprende, poi, Tundo avrebbe deciso di investire nel campo dell’innovazione tecnologica, con un comparto dedicato alla ricerca, mentre sarebbe già attiva una piattaforma di monitoraggio della flotta aziendale. “Abbiamo sostenuto negli ultimi anni – ha raccontato Enrico Tundo al giornale leccese – grossi investimenti che ci hanno tenuto con il fiato corto a causa del nuovo regime di Iva che ci ha penalizzato in materia di liquidità”. Nel frattempo, però, l’appalto ottenuto dal Comune di Torino ha portato entrate economiche nelle casse dell’azienda, pagate con puntualità, a differenza degli stipendi.

Paolo Morelli

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