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Attualità | 26 gennaio 2020, 15:55

La difesa dei corsi d’acqua dalle centraline idroelettriche arriva anche in Val Pellice

Ieri Legambiente ha realizzato un flash mob al Ponte blu per chiedere che venga garantito il deflusso minimo vitale per l’ecosistema fluviale

La difesa dei corsi d’acqua dalle centraline idroelettriche arriva anche in Val Pellice

L’obiettivo della mobilitazione nazionale era difendere i corsi d’acqua e i loro ecosistemi, minacciati dalle troppe centraline idroelettriche che li prosciugano. Ieri pomeriggio sono stati organizzati 100 sit in e flash mob in Italia di cui uno in Val Pellice.

A promuovere la protesta sono stati: Free Rivers Italia, Legambiente, Alpi Kayak, Arci Pesca Fisa, Cipra Italia, Cirf, Federazione Italiana Canoa Turistica, Federazione Nazionale Pro Natura, Federrafting, Forum Italiano Movimenti per l’Acqua, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, Salviamo il Paesaggio, Spinning Club Italia, Unione Nazionale Pesca a Mosca Unpem, Tavolo Nazionale Contratti di fiume, Wwf Italia.

In Val Pellice il flash mob è stato organizzato dal circolo locale di Legambiente ed è stato scelto un tratto del Pellice tra Bobbio e Villar, dove c’è il Ponte blu. «Questo è un luogo in cui non viene garantito il deflusso minimo vitale per far sì che l’ecosistema fluviale possa sopravvivere. Fortunatamente non in tutti i casi che si registrano sul fiume sono così» spiegano dall’associazione ambientalista. Al flash mob hanno preso parte una ventina di persone. Alcuni hanno raggiunto il Ponte in bicicletta, altri si sono calati nel fiume all’altezza della presa, dove sono state scattate le foto con lo striscione, assieme al canoista Francesco Salvato (Free Flow), che con un kajak giallo con pagaia verde ha percorso un tratto del Pellice. 

Marco Bertello

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