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Politica | 14 giugno 2017, 19:59

Ballottaggio: è iniziata la caccia al voto degli ex avversari

Fanno gola i 3.700 voti lasciati dalle coalizioni che non vanno al ballottaggio

Ballottaggio: è iniziata la caccia al voto degli ex avversari

All'indomani del voto le analisi e i commenti dei responsabili dei vari partiti portano spesso a considerarsi tutti vincitori, ma i numeri, generalmente, non mentono. Vediamo dunque come sono andate le varie coalizioni, rispetto alle amministrative del 2012. Dati che potrebbero darci qualche indicazione su come poi potrebbe andare a finire.

Diciamo subito che il centrosinistra è passato dal 46,4% del 2012 all'attuale 36,3% (-10,1%). Al suo interno aveva anche l'appoggio dell'attuale Chivasso Futura che in questa tornata elettorale ha sostenuto il candidato Adriano Pasteris. Il suo risultato è stato del 2,7% e, sommato all'1,3% di Generazione X (lista che si può considerare affine), si raggiunge il 4%.

La coalizione del centrodestra rappresenta il 29,8% dei voti, nel 2012 aveva ottenuto il 33,9% (-4,1%). All'epoca non c'era la Lega (oggi 7,1%) che aveva corso da sola, addirittura separata in due diversi candidati che ottennero tuttavia, sommati insieme, soltanto il 2,3%. Pasteris, oggi di Unione Civica, era il candidato del centrodestra, la sua coalizione ha ottenuto complessivamente l'11% (eliminando il 4% delle due liste civiche “di sinistra”, resterebbe un potenziale 7% orientato verso il centrodestra).

Facendo i proverbiali “conti della serva”, senza alcuna valutazione soggettiva, il centrosinistra potrebbe così raggiungere il 40,3%, mentre il centrodestra arriverebbe al 39,1%.

Enzo Falbo, lista civica piuttosto distante dal centrosinistra, ha pienamente confermato la sua forza con il 6,1% contro il 6,8% del 2012 (-0,7%). Matteo Doria potrebbe attingere qualcosa all'interno di questo elettorato e, di conseguenza, recuperare il “gap” del primo turno (-4,75%).

In base a queste deduzione, ripetiamo in senso politico del tutto empiriche, l'ago della bilancia lo farebbe il Movimento 5 Stelle che, notoriamente, non si allea con nessuno e di conseguenza difficilmente darà indicazioni di voto. Marco Marocco, considerato dai più il grande sconfitto da queste elezioni, ha invece registrato la miglior performance rispetto al 2012, con un 16,6% contro l'11,2% della passata tornata elettorale (+5,4%). Si tratta di ben 450 voti di lista in più, evidentemente rosicchiati sia a sinistra che a destra e che quindi potrebbero “rientrare” nella fase di ballottaggio. Occorrerà vedere quanto peseranno questi cinque anni di totale divisione tra i 5 Stelle, rappresentati in Consiglio dallo stesso Marocco, su temi quali discarica e salute pubblica, e quanto peserà, invece, la “convenienza” politica; infatti, in caso di vittoria di Claudio Castello, il Movimento 5 Stelle porterebbe due consiglieri a Palazzo Santa Chiara, anziché uno nel caso vincesse Matteo Doria.

Sembrano essere esclusi apparentamenti, che non converrebbero molto sia a Castello che a Doria, ma in questi giorni si stanno freneticamente susseguendo incontri con le coalizioni escluse dal primo turno. Sono 3.724 i voti raccolti dalle liste che non sono riuscite ad andare al ballottaggio, proprio un bel gruzzolo. Le “diplomazie” stanno lavorando per spostare voti da questa o quell'altra parte, anche se poi, alla fine, il destino sarà soltanto nelle mani dei cittadini.

Flavio Giuliano

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