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Economia e lavoro | 15 gennaio 2019, 17:00

Fiom critica su Manley: "FCA strumentalizza il problema dell'ecobonus, che va comunque ripensato"

Lazzi: "Il piano di investimenti di FCA era insufficiente già prima, ma anche il Governo ora faccia la sua parte". Bolognesi: "A Torino siamo al disastro annunciato, Carrozzeria e Maserati sono fermi e tutti i settori di Mirafiori sono in cassa"

Fiom critica su Manley: "FCA strumentalizza il problema dell'ecobonus, che va comunque ripensato"

"L'ecobonus va ripensato, ma l'azienda lo strumentalizza per nascondere l'enorme ritardo accumulato rispetto agli altri costruttori sulle motorizzazioni ibride o elettriche". E ancora: "Il piano di investimenti era già insufficiente nella sua formulazione originaria".

Fiom Cgil usa il bisturi per incidere una situazione che, per quanto riguarda FCA e in particolare Torino e Grugliasco (il cosiddetto Polo del lusso), somiglia sempre di più una ferita che fatica a rimarginarsi. L'annuncio arrivato ieri da Detroit, per voce dell'ad di Fiat Chrysler Mike Manley, non fa che accrescere i rimpianti. Come sottolinea il segretario provinciale dei metalmeccanici Cgil, Edi Lazzi: "Se il piano industriale dovesse essere rivisto al ribasso e senza nessuna garanzia per i lavoratori, la Fiom-Cgil deciderà le iniziative necessarie per dimostrare il proprio dissenso. L'ecobonus, che comunque dovrebbe essere ripensato, è usato strumentalmente dall'azienda per celare l'enorme ritardo che ha accumulato rispetto agli altri costruttori sulle motorizzazioni ibride e elettriche. Ecco perché è necessario avere un piano industriale solido, che acceleri i tempi di uscita di nuovi modelli con nuove motorizzazioni in grado di essere pronti ad aggredire il mercato. Servono maggiori investimenti, molti di più di quelli che FCA intende spendere".

E a completare l'analisi di un quadro che appare tutt'altro che rassicurante, Ugo Bolognesi, responsabile di Mirafiori per la FIOM-CGIL, ribadisce come "a Torino siamo al disastro annunciato, gli stabilimenti della Carrozzeria di Mirafiori e Maserati di Grugliasco sono fermi e tutti i settori di Mirafiori stanno facendo cassa integrazione. Anche le aziende dell’indotto iniziano ad avere problemi. Minacciare che il piano potrebbe essere rivisto al ribasso ci fa pensare che si stia pensando di disimpegnarsi dall'Italia utilizzando una vicenda che con l'industrializzazione non ha niente a che vedere. Ora il Governo faccia la sua parte, convochi un tavolo con la proprietà e le organizzazioni sindacali perché stiamo arrivando a un punto critico che potrebbe mettere in discussione la permanenza del settore automotive nel nostro paese".

Massimiliano Sciullo

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