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Attualità | 15 gennaio 2020, 19:58

Filadelfia, per completare l'opera mancano 7,5 milioni di euro: il popolo granata in attesa di un investimento che (per ora) non c'è

La Fondazione può coprire solo in parte le spese per completare il secondo e terzo lotto: senza un investitore si rischia lo stallo

Filadelfia, per completare l'opera mancano 7,5 milioni di euro: il popolo granata in attesa di un investimento che (per ora) non c'è

Casa. Tempio. Lo stadio Filadelfia, oggi più che mai, è per i tifosi del Toro un porto sicuro, un luogo in cui quello spirito riconosciuto come "tremendismo granata" è scolpito nei pilastri della struttura, nella curva e nell'aria che si respira entrando all'interno del Fila.

In un periodo in cui la squadra di Mazzarri sembra aver ripreso la bussola, viaggiando in direzione Europa, non è tutto oro ciò che luccica. Anzi. Tra contestazioni, mugugni e diffide, tra il popolo granata e la società è in corso un disinnamoramento ormai palese, percepito anche dalla squadra. Ecco perché la questione Filadelfia, conduttore perfetto in grado di legare tutte le componenti del mondo granata, diventa di fondamentale importanza per il Toro e per i tifosi del Toro: a che punto è il completamento dello stadio? Quanti soldi mancano perché il progetto possa ritenersi finalmente terminato?

Dall'inaugurazione del maggio 2017 a oggi, di fatto, l'evoluzione del progetto Fila vive una fase di stallo. Completato il lotto 1, con il campo reso utilizzabile per la Primavera e gli allenamenti della prima squadra e la tribuna agibile per i tifosi, la partita ora riguarda il secondo e il terzo lotto: tra le opere principali in attesa di essere realizzate vi sono la zona ristoro, la sala stampa, il museo del Toro, le aree aggregative e il restauro dei monconi delle curve, oltre alla foresteria.

Di fatto, il Filadelfia è completo al 33%. Troppo poco per il popolo granata, che chiede a gran voce che il progetto venga completato nel più breve tempo possibile. I sogni si scontrano però con una realtà diversa, in cui a dominare sono numeri, bilanci e volontà di investire. Per terminare l'intera opera, infatti, servirebbero circa 7,5 milioni di euro. Parola di Luca Asvisio, presidente della Fondazione Filadelfia, dopo l'audizione a Palazzo Civico.

Come recepire una cifra simile? "1 milione e mezzo verrebbe coperto dalla cassa della Fondazione, a cui si potrebbero aggiungere ulteriori 2,5 milioni provenienti da un mutuo da contrarre sugli affitti" spiega il presidente. "Così facendo - conclude poi Asvisio - la parte da coprire con investimenti terzi scenderebbe a un massimo di 3,5 o 4 milioni di euro". I soggetti che potrebbero colmare questa lacuna sono il Comune di Torino, la Regione Piemonte, gli enti privati come Compagnia di San Paolo e Crt, oltre ovviamente al Torino FC. Da Urbano Cairo però, al momento, non emergono segnali specifici circa la volontà di investire sul Filadelfia. Ecco perché, inevitabilmente, tra i tifosi serpeggia un mix di delusione e malcontento.

Chi è meno pessimista è Domenico Beccaria, presidente del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata. Dopo aver smentito una possibile collocazione del museo all'interno delle arcate dell'ex Moi, soprattutto senza un piano globale di riqualificazione, lo storico tifoso granata afferma: "Di milioni ne mancano molto meno. Fondazione Crt si è già detto disposta a intervenire sul terzo lotto, Compagnia di San Paolo potrebbe seguirla a ruota. Inoltre il lotto si potrebbe scorporare in due, iniziando con i lavori di una prima fase".

"L'altra opzione - prosegue poi Beccaria - è che Cairo completi il secondo lotto. A quel punto, con i soldi rimasti nella cassa della Fondazione e l'accensione di un mutuo, per il terzo lotto mancherebbero solo due milioni di euro".

Spera fortemente in un completamento repentino della struttura il presidente della commissione Bilancio Marco Chessa, da sempre molto vicino alle questioni sportive: "In attesa che la Fondazione riesca a reperire le risorse necessarie da investitori pubblici e privati, con l'aiuto e l'intervento delle Istituzioni cittadine e regionali, non mi resta che sottolineare come al nostro Paese ed anche alla nostra Città e alla Regione e serva al più presto una seria, concreta e indifferibile agenda infrastrutturale sportiva capace di coniugare le esigenze dei soggetti pubblici e privati".

"Spero che sia giunta finalmente l'ora nella quale si possa passare dall'analisi dei problemi alla ricerca delle soluzioni, anche e soprattutto per completare uno Stadio come il Filadelfia che rappresenta un patrimonio sportivo, culturale e morale della nostra Città e di tutti i torinesi", è il pensiero del consigliere pentastellato.

Nelle prossime settimane, come già accaduto con i consiglieri regionali, Beccaria è intenzionato a organizzare un tour del Museo del Toro anche tra i consiglieri comunali per sensibilizzarli circa il valore per il popolo granata e per i cittadini torinesi di un luogo storico come il Filadelfia. La sensazione, tuttavia, è che difficilmente il progetto stadio verrà completato senza l'aiuto delle due principali fondazioni cittadine, CRT e Compagnia di San Paolo, e l'impegno concreto ed economico del Torino FC.

La palla passa quindi a Urbano Cairo: il completamento del Filadelfia è atteso e auspicato da tutti, volendo la strada è in discesa. Al presidente del Toro l'onere e l'onore di realizzare un rigore a porta vuota, un gol che compatterebbe immediatamente il popolo granata, riunito nella propria casa. Il Fila.

Andrea Parisotto

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