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Politica | 30 novembre 2020, 18:20

Agevolazioni all'e-commerce: l'idea del Comune scatena la rivolta dei negozianti. E Palazzo Civico stoppa la delibera

Iaria: "Le associazioni di categoria hanno richiesto un approfondimento sul tema". Lo Russo: "Con una legge nazionale, il piano regolatore si adeguerebbe di conseguenza"

Agevolazioni all'e-commerce: l'idea del Comune scatena la rivolta dei negozianti. E Palazzo Civico stoppa la delibera

Favorire il commercio elettronico. Una proposta che in queste ore sta muovendosi circospetta tra i banchi del Consiglio comunale di Torino. Agevolazioni, proprio per quel tipo di acquisti che invece, dai negozianti "tradizionali" e di vicinato sono visti come fumo negli occhi, soprattutto in settimane in cui tanti sono costretti a rimanere chiusi. E in totale controtendenza rispetto, per esempio, a quanto annunciato nei giorni scorsi dalla Regione, con il governatore Alberto Cirio disposto a chiedere una robusta web tax che contribuisca a limitare il gap tra piccoli esercizi e colossi globali.

Non è quindi un caso che la proposta di deliberazione, che avrebbe configurato una destinazione urbanistica relativa alle attività di E-Commerce, si sia arenata in Consiglio comunale. A proporre di tenere la delibera sospesa, a seguito di un'audizione di Ascom in Commissione consiliare, lo stesso assessore all'Urbanistica del Comune di Torino, Antonino Iaria: "Le associazioni di categoria hanno richiesto un approfondimento sul tema, sia dal punto di vista urbanistico che da quello del commercio. La maggioranza, inoltre, ha intenzione di allegare una mozione di accompagnamento". 

Il Partito Democratico, dal canto suo, ha richiesto inutilmente il ritiro del provvedimento. "Sarebbe stato meglio promuovere la questione nell'ambito dell'attuale discussione nazionale con una mozione tripartisan" ha affermato il capogruppo del Pd Stefano Lo Russo. "A quel punto - ha poi concluso l'esponente dem - qualsiasi adeguamento del piano regolatore andrebbe di conseguenza, seguendo la legge nazionale".

Una prospettiva che ha subito generato la levata di scudi del mondo del commercio torinese. "Simili misure rischiano di creare squilibri tali da compromettere gravemente – oltre che l’ambiente urbano – la rete distributiva della città, incrementando la desertificazione commerciale e smantellando il pluralismo distributivo, con penalizzazione – grazie ad una fiscalità nazionale e locale più vantaggiosa, all’assenza di qualsiasi valutazione urbanistica e di impatto sull’ambiente – sia per il piccolo commercio indipendente e per i mercati che per la distribuzione organizzata, anche di medie e grandi dimensioni, con conseguenti perdite di posti di lavoro ed un impoverimento dell’economia locale", dicono da Ascom Confcommercio.

E la presidente, Maria Luisa Coppa, rincara la dose: "In un momento così difficile per le nostre imprese e per i mercati, con migliaia di attività che rischiano di sparire per sempre, ci offende questo posizionamento che, invece di tutelare il commercio di prossimità agevola i magazzini per l’e-commerce. Chiediamo pertanto la sospensione del provvedimento e degli effetti della delibera e il posizionamento chiaro da parte del Consiglio Comunale per difendere non solo l’economia locale ma anche l’ambiente urbano in generale e la vivibilità della nostra città".

 

"Apprezziamo la decisione della giunta comunale, ma ora si metta mano alla modifica della normativa": così Giancarlo Bancheri, presidente di Confesercenti, commenta il rinvio dell'esame del provvedimento in materia di insediamenti delle piattaforme dell'e-commerce. "Ci pare una decisione saggia: alla luce dell'attuale normativa, un simile provvedimento non soddisfa l'esigenza, da noi più volte manifestata, di intervenire sull'assetto dei diversi canali distributivi, oggi troppo disequilibrato a favore delle grandi piattaforme, sia sul piano della fiscalità, sia sul piano delle regole degli insediamenti logistici".

"Per questo è necessario cambiare la normativa nazionale e regionale, altrimenti il margine di manovra dei Comuni risulta molto ridotto", conclude Banchieri.

 

Massimiliano Sciullo e Andrea Parisotto

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