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Economia e lavoro | 29 gennaio 2021, 12:45

Profumo (Compagnia di San Paolo): "Molto preoccupato dalla crisi di governo: rischiamo di rimanere indietro per i fondi europei"

Il presidente della fondazione: "A oggi non si è nelle condizioni di predisporre un piano nazionale del Recovery che risponda alle domande dell'Europa e il tempo si sta restringendo". E sui vaccini: "Si deve operare insieme"

Francesco Profumo e Alberto Anfossi

Francesco Profumo e Alberto Anfossi, Compagnia di San Paolo

"Fino a oggi come Paese non siamo ancora nelle condizioni di predisporre un piano nazionale del Recovery e della resilienza che risponda a quelle che sono le domande dell'Europa e il tempo si sta restringendo". Non solo numeri, progetti e dividendi. Il mondo della Compagnia di San Paolo non può non intrecciare i suoi percorsi con quello dell'attualità. Attualità politica, soprattutto, visto che questi sono i giorni della crisi di Governo, con il premier Giuseppe Conte dimissionario. "E' il Presidente della Repubblica che ha in mano gli strumenti per procedere e credo si inizi da un mandato esplorativo: non credo ci siano gli elementi per un mandato definitivo - così il presidente della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo -. Ho una profonda fiducia nel Capo dello Stato".

"Sono molto preoccupato - dice ancora - perché c'è una scadenza per i piani nazionali alla fine di aprile. Ci saranno poi tre mesi di valutazione da parte dell'Europa e quindi se tutto va come previsto, i progetti partiranno ancora successivamente. Finora abbiamo sfruttato pochissimo la possibilità di agire in armonia con il resto d'Europa. Chi l'ha fatto, oggi ha molti più elementi per avanzare una proposta di progetti adeguata alla situazione". 

E proprio sul Recovery fund, Profumo aggiunge: "ho un'idea diversa da quella prevalente - aggiunge Profumo -. Il piano nazionale deve essere integrato con quello europeo, anche se poi ogni Paese avrà bisogno delle sue declinazioni. Ma in questo caso per ricostruire filiere e unitarietà dell'Europa, resa più fragile dal Covid, è necessario pianificare insieme, per essere alla pari con le altre nazioni".

Vaccini: l'Europa deve agire in maniera unitaria, con dimensione continentale
Nei dialoghi sull'attualità, impossibile non parlare di pandemia, ma soprattutto di antidoti anti-Covid. "Ci sono stati investimenti importanti, in Europa, ma nessuno dei progetti di ricerca ha avuto una dimensione continentale - spiega il presidente della fondazione -. Nel futuro la Ue deve finanziare una rete di ricerca che unisca le forze, in modo che l'Europa possa diventare più competitiva e sfruttare le risorse che ha, che non sono poche, in maniera unitaria".

Giovani: spazio all'interno della governance della Compagnia
Una marcia in più che la Compagnia vuole inserire, per i percorsi del futuro, riguarda le nuove generazioni. "Vogliamo inserire una rappresentanza di giovani nella governance della Compagnia - dice Profumo - con cui vogliamo avere un dialogo e un confronto privilegiato e continuativo. I nostri ragazzi e le nostre ragazze sono quelle che hanno più visione e capacità per programmare il nostro futuro".

Dividendi: "Per ora ragioniamo come se fossero ancora a zero"
E proprio l'Europa è l'interlocutore-chiave per quanto riguarda le risorse di cui può disporre la Compagnia di San Paolo. Con la crisi Covid, l'indicazione è stata lo stop alla distribuzione dei dividendi da parte delle banche. Quindi anche Intesa, di cui la Compagnia di San Paolo è azionista di riferimento. Ma per il futuro la speranza degli uffici della Fondazione è che la situazione possa cambiare: "Speriamo sia così - ribadisce Alberto Anfossi, che della Compagnia è il segretario generale -, ma per il momento abbiamo pianificato le nostre operazioni come se da Intesa Sanpaolo non debbano arrivare ulteriori risorse. Vediamo in futuro cosa succederà".

E sull'impatto della crisi sulle filiere: "Abbiamo cercato di segnalare alcuni punti deboli delle filiere: modelli di business che non sono resilienti, con difficoltà nel passaggio generazionale, frammentati e con difficoltà nelle competenze, soprattutto digitali. Per questo vogliamo accompagnare gli enti, più che intervenire solo sull'effetto della crisi in sé, che non può essere la strategia a lungo termine. E poi puntiamo sulla sostenibilità, sperando che ogni euro investito ne possa generare almeno cinque".

Crisi del mondo della cultura: "Mancato il ruolo sociale, ma a livello economico hanno tenuto"
Compagnia di San Paolo è uno degli attori con le maggiori responsabilità nel mondo della cultura, non solo torinese. E la crisi del Covid ha colpito duro il settore: "Siamo sempre molto attenti a evidenziare le mancanze, come è stato nel terzo settore - dice Anfossi -, ma nell'ambito culturale i soggetti di cui siamo soci, potendo attingere agli ammortizzatori e certe dinamiche di ristoro, dal punto di vista economico sono riusciti a tenere. E' venuto meno il ruolo sociale, certo. E il fiato è corto, perché non potrà andare avanti così per sempre. Ma i nostri progetti sono finalizzati anche a questo: come per il Teatro Stabile, dove i fondi per il teatro sociale sono stati convertiti al supporto del comparto e quindi anche ai lavoratori che si sono ritrovati senza risorse. Lavoreremo ora al rilancio, quando si potrà riaprire".

Pari opportunità e valorizzazione della diversità
"Siamo i primi in Italia e forse in Europa nel nostro settore ad esserci impegnati sulla pari opportunità di genere e sulla valorizzazione della diversità - sottolinea Anfossi -. Sono obiettivi seri, che non possono essere programmati a tavolino, ma sui quali è necessario essere all'avanguardia".
Al momento, in Compagnia il 55% dei componenti è di sesso femminile, mentre l'80% è composto da profili laureati. "Non eroghiamo solo risorse - dice Profumo -, ma abbiamo l'obbligo di essere moderni e responsabili, non solo nella forma, ma nella sostanza".

 

Massimiliano Sciullo

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