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Economia e lavoro | 16 gennaio 2026, 14:14

Innamorati di Torino, volantinaggio di tutti i sindacati davanti a Mirafiori: “Torino sacrificata per scelte sbagliate”

In vista della manifestazione del 14 febbraio, le sigle metalmeccaniche hanno incontrato i lavoratori Stellantis all’uscita della porta 2

Volantinaggio dei sindacati alla porta 2 di Mirafiori

Volantinaggio dei sindacati alla porta 2 di Mirafiori

Sarà il clima freddo e plumbeo del gennaio torinese, ma lo spirito con cui gli operai sono usciti oggi alle 13.30 dalla Porta 2 di Mirafiori risultava piuttosto intonato alla situazione del comparto automotive e manifatturiero in generale di Torino e provincia.

Presenti tutte le sigle sindacali

Ad attenderli, con bandiere e tende, il volantinaggio messo in atto dai rappresentanti di tutti i sindacati metalmeccanici torinesi: da Fiom a Fim, passando per Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr. Un’alleanza “storica” che ripete strategie e intenzioni di un anno fa quando, dopo il corteo che nelle strade del centro chiese garanzie e lavoro vide arrivare a Mirafiori la 500 ibrida.

La situazione, adesso, per quanto migliorata (come confermano i numeri della produzione nello storico stabilimento di Torino) non è ancora tranquillizzante. E i sindacati chiedono a governo, istituzioni e aziende nuovi impegni e garanzie.

L'appuntamento del prossimo 14 febbraio

L’appuntamento è per il 14 febbraio, con la manifestazione ribattezzata “Innamorati di Torino”, una parola che sa essere aggettivo, ma anche imperativo per un territorio che non vuole rinunciare alla sua anima industriale. “Torino sta attraversando da anni una crisi produttiva ed economica senza precedenti, causata soprattutto dalla scelta di ridimensionare il settore automotive, quello che ha il maggior numero di addetti”, dicono i sindacati.

Mirafiori - proseguono - è stata sacrificata da scelte sbagliate della proprietà che ha deciso di ridimensionare la produzione di veicoli non assegnando modelli sufficienti a saturare gli impianti e dare continuità di lavoro agli addetti, che sono entrati nel 19esimo anno di cassa integrazione”.

Ammortizzatori sociali che, grazie alla 500 ibrida, dovrebbe concludersi con gennaio (a parte il reparto mascherine, che attenderà ancora qualche settimana). “Ma questo non è ancora sufficiente - concludono - servono altri modelli di auto e assunzioni di giovani a tempo indeterminato. Dobbiamo salvare Mirafiori e l’industria dell’auto”.

Contratto nazionale metalmeccanici

Intanto, in questi giorni (e fino al prossimo 20 febbraio) si stanno tenendo anche nel territorio torinese le assemblee per la presentazione dell’ipotesi rinnovo del contratto nazionale metalmeccanico definito con Federmeccanica e Assital lo scorso 22 novembre. Questa mattina il segretario nazionale di Fim Cisl, Massimiliano Nobis, ha illustrato alla Elbi International – gruppo Bitron (Collegno) e alla Bitron Industria e Spa (di Grugliasco) contenuti dell’accordo che interessa oltre 1,7 milioni di metalmeccanici in tutt’Italia. Anche i 700 dipendenti del Gruppo Bitron hanno sostenuto la lotta sindacale con le 40 ore di sciopero. "Il territorio industriale metalmeccanico torinese è rappresentato per l’82% da aziende con meno di 50 dipendenti - sottolineano Nobis e Rocco Cutri, segretario FIm Cisl di Torino e Canavese -: questo rinnovo contiene risposte importanti anche e in particolare per i lavoratori di queste medie e piccole imprese, dove non sempre c'è una contrattazione di secondo livello. La difesa del modello salariale che salvaguarda il potere d’acquisto rispetto a impreviste impennate inflazionistiche e tutele come, ad esempio, nell’ambito della Salute e Sicurezza, della Formazione Professionale e nell’utilizzo dei Congedi Parentali compresa per la malattia dei figli, rappresentato miglioramenti concreti della condizione lavorativa per i lavoratori sprovvisti di contrattazione di secondo livello".

"La presenza del segretario nazionale in una azienda del settore del bianco - sottolinea Cutri - testimonia l’attenzione che la Fim di Torino Canavese riserva ad un comparto che è influenzato dall’instabilità delle vendite dei grandi elettrodomestici prodotti in Italia. Un gruppo importante per il nostro territorio come Bitron, che si qualifica come impresa della componentistica di qualità, deve intensificare le risorse per aggiornare e accrescere le competenze professionali dei dipendenti e aumentare gli investimenti nella ricerca e industrializzazione dei prodotti e dei processi. per contrastare la concorrenza asiatica".

Sull'ipotesi di accordo, nel Torinese saranno chiamati al voto oltre 95.000 mila lavoratori presenti in oltre 2.100 aziende metalmeccaniche.

Massimiliano Sciullo

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