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Economia e lavoro | 18 febbraio 2021, 11:18

Nell'ex Olivetti di Scarmagno la prima fabbrica d'Italia per la produzione di batterie al litio

L'impianto impiegherà fino a 4 mila lavoratori diretti e potrà generare fino a 15mila nuovi posti di lavoro

Nell'ex Olivetti di Scarmagno la prima fabbrica d'Italia per la produzione di batterie al litio

Italvolt annuncia di aver scelto l’area ex Olivetti di Scarmagno per la realizzazione della prima “Gigafactory” in Italia, ovvero un impianto che sarà dedicato alla produzione e allo stoccaggio di batterie a ioni di litio per veicoli elettrici. La prima fase del progetto, che prevede un investimento complessivo di circa 4 miliardi di euro, sarà completata entro la primavera 2024. 

L’area ex Olivetti di Scarmagno è stata selezionata per le sue caratteristiche tecniche e per la sua collocazione geografica particolarmente favorevoli. Il sito è oggi una vasta area industriale dismessa che si estende per circa 1 milione di m2, scelta già ai tempi della Olivetti dagli architetti Marco Zanuso ed Eduardo Vittoria per la facilità dei collegamenti stradali, autostradali e ferroviari, sia con Ivrea che con la città di Torino. Altro fattore che rende l’area di Scarmagno ideale ad ospitare il progetto di Italvolt è il suo forte legame con il tessuto produttivo del Piemonte che è la prima regione in Italia per quanto riguarda la produzione industriale Automotive.

La Gigafactory di Italvolt, con 300.000 mprevisti e una capacità iniziale di 45 GWh, che potrà raggiungere i 70 GWh, rappresenta un’importante opportunità di rilancio economico-industriale dell’area di Scarmagno, con un impatto significativo anche a livello regionale. Si stima infatti che nell’impianto verranno impiegati circa 4.000 lavoratori, con un indotto che nel complesso potrà arrivare a creare fino a 15.000 nuovi posti di lavoro. 

Il nuovo impianto, che sarà in grado di rispondere in modo significativo alla crescente domanda di batterie in Europa, destinata ad aumentare a livello globale di 17 volte fino a circa 3.600 gigawatt (GWh) entro il 2030[1], sarà progettato dalla divisione Architettura di Pininfarina, iconica casa di design automobilistico, che ha da poco celebrato i sui 90 anni di attività e già operativa su progetti di simile portata. Con una forte attenzione all’impatto ambientale e sociale, Pininfarina intende progettare un impianto industriale di nuova generazione, intelligente e responsabile, applicando metodologie costruttive DFMA e aprendo l’edificio al suo contesto, al fine di integrarlo nelle dinamiche economiche e sociali del territorio.  Comau, leader mondiale nel campo dell’automazione industriale, con oltre 45 anni di esperienza e una forte specializzazione nei processi di elettrificazione, sarà il fornitore di soluzioni innovative, impianti e tecnologie per il gigaplant.
Inoltre, Comau si occuperà della realizzazione del laboratorio di Ricerca e Sviluppo che accoglierà accademici e partner industriali impegnati nello sviluppo delle tecnologie più all'avanguardia nel settore della mobilità elettrica.

"Davanti ad una occasione del genere per il nostro Canavese - commenta il parlamentare eporediese Alessandro Giglio Vignanon posso far altro che mettermi a disposizione per agevolare il più possibile l'insediamento dell'azienda in questione e invito tutti gli amministratori locali a fare altrettanto”.

“Abbiamo conquistato questo traguardo – commenta il consigliere regionale della Lega Andrea Canegrazie ad una posizione strategica, accanto al casello dell’autostrada A5 per la Valle d’Aosta e sull’asse tra Torino e le Francia e a una vocazione all’innovazione che il mondo ci riconosce".

"Il progetto dell’Italvolt di realizzare a Scarmagno la Gigafatory per la produzione e lo stoccaggio di batterie al litio, costituisce una notizia importante per il Canavese e per il suo tessuto sociale, industriale e produttivo - sono le parole del consigliere Alberto Avetta -. Nei giorni scorsi ho avuto occasione di dire a Lars Carlstrom, il CEO e fondatore di Italvolt, che a Scarmagno troverà cultura d’impresa, competenza e serietà. Quella della Gigafactory è un’iniziativa imprenditoriale che arriva al momento giusto. Le risorse del Next Generation EU, infatti, tracciano  una direzione chiara, e il programma del Governo Draghi segna un passo decisivo sul tema dell’innovazione tecnologica. La Regione Piemonte dovrà monitorare lo sviluppo di questo percorso, ed il fatto che l’assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano abbia coinvolto fin dall’inizio i sindaci del territorio, dimostra che siamo partiti con il piede giusto".

Reazioni sono arrivate anche da parte di Forza Italia. "Plaudiamo al grande lavoro di squadra e dell’Assessore alle Attività Produttive Andrea Tronzano – dichiarano il capogruppo Paolo Ruzzola e i consiglieri regionali Alessandra Biletta, Carlo Riva Vercellotti e Franco Graglia – . Per il Piemonte, ma in particolare per il Canavese che negli anni ha visto una progressiva de-industrializzazione a partire dalla fine della Olivetti, si tratta di un’occasione unica di rilancio. Non è un caso che la Italvolt abbia scelto il sito di Scarmagno che rappresentava la punta di diamante del complesso industriale dell’azienda informatica canavesana. Oggi il testimone lasciato da quella grande esperienza imprenditoriale viene degnamente raccolto da un’altra importante realtà produttiva".

"L’ufficialità è di queste ore, ma il lavoro svolto fin dallo scorso mese di settembre – commenta Andrea Tronzano ha dato i frutti sperati. E’ stata un’operazione di squadra che ha visto coinvolti gli Amministratori locali, i Corpi intermedi e naturalmente coloro che hanno scelto di investire in questa parte del Piemonte".

"Tra gli obiettivi principali, fin dal primo giorno del mio insediamento, c’era che il Piemonte tornasse ad essere attrattivo per le nuove imprese - commenta il presidente Alberto Cirio -, soprattutto nei settori storicamente strategici per la nostra regione, come l’auto e l’innovazione tecnologica ed energetica legata all’automotive. Iniziamo a raccogliere i primi frutti, andando anche a recuperare un’area abbandonata da decenni e che, invece, tornerà a essere fonte di ricchezza e posti di lavoro".

"Si tratta di un’importante opportunità per il nostro territorio - commenta la deputata canavesana del Pd, Francesca Bonomo - ma anche un importante tassello per costruire la transizione del nostro tessuto produttivo territoriale dell’automotive che ha un patrimonio di know how di alto valore verso produzione di modelli elettrici. Dopo la crisi economica che ha colpito l’intero Paese e soprattutto dopo l’emergenza sanitaria in corso finalmente arriva una buona notizia. Lauspicio è che il progetto possa diventare presto realtà per ridare slancio ad un territorio che nel recente passato è stato uno dei motori dell’economia italiana". 

comunicato stampa

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