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Attualità | 17 maggio 2021, 15:05

Danni da pandemia sui più piccoli: "Il Covid ha fatto esplodere disturbi alimentari e di comportamento" [VIDEO]

L'appello in un documento firmato da 188 neuropsichiatri infantili di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. "Servono risorse e strutture adeguate"

cartello scritto da giovane sofferente

I neuropsichiatri di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta rilanciano l'allarme sugli effetti della pandemia per i più piccoli

Un documento, firmato da 188 neuropsichiatri infantili di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, per mettere in evidenza l'emergenza che riguarda bambini e ragazzi, iniziata prima della pandemia ed esplosa con l'emergenza sanitaria.

Ogni giorno che passa, tra lockdown, dad e altre restrizioni che hanno letteralmente sconvolto la quotidianità delle persone, sono sempre di più le storie che raccontano squarci di dolore e di difficoltà per le famiglie. Ma ora sono anche gli addetti ai lavori a far sentire la loro voce. "Molti giovanissimi arrivano in ospedale per gravi disturbi alimentari o del comportamento. Servono - dicono i professionisti -, una rete, risorse e strutture adeguate".

"Sempre più giovani, con sempre più problemi"

"Vogliamo portare la consapevolezza sulla crisi emergenziale che stiamo vivendo, una fragilità iniziata prima della pandemia, ma che si sono rapidamente aggravate. Sono aumentate le richieste di visita urgente, ma anche gli accessi ai pronto soccorso e le richieste di ricovero - dice Elisa Colombi, una delle neuropsichiatre firmatarie -. Arrivano a età sempre più precoci: da 16-17 anni siamo scesi a 10-11 anni. Hanno sintomi riferiti a più aree: non mangiano, si tagliano, oppure utilizzano sostanze. C'è bisogno di una rete che comprenda sufficienti e appropriate risorse".

Mancano risorse e posti letto in tutta la regione"

"Purtroppo in questo momento questa filiera è carente è non è in grado di rispondere completamente a questi bisogno - aggiunge Franco Fioretto, un altro dei firmatari -: ci mancano posti letto di neuropsichiatria in Piemonte, ma anche strutture di accoglienza extra ospedaliere e risorse per la presa in carico extra-ambulatoriale sul territorio".

 

Massimiliano Sciullo

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