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Cronaca | 17 maggio 2021, 11:44

Rifiuti e riciclaggio, parte da Torino una maxi-operazione che porta a 13 arresti in tutta Italia [VIDEO]

Sequestri per centinaia di migliaia di euro effettuati dalla Puglia al Piemonte. Le indagini riguardano una "associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito"

Rifiuti e riciclaggio, parte da Torino una maxi-operazione che porta a 13 arresti in tutta Italia [VIDEO]

È partita da un controllo dei carabinieri di Leinì l’operazione "All Black" che, in queste ore, ha portato all’arresto di tredici persone per "associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e riciclaggio" su tutto il territorio nazionale.

L'attività si è originata nel maggio 2018 a seguito del sequestro di un autotreno, che aveva effettuato uno scarico illecito di rifiuti nella campagna di Lombardore, operato dai Carabinieri della Stazione di Leinì e del Gruppo Carabinieri Forestali di Torino, a cui si affiancavano, da ottobre 2018, i militari del NOE di Torino.

Stamattina è scattato il blitz dei carabinieri del NOE e i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto, che hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare per 13 persone (10 in carcere e 3 ai domiciliari), al sequestro di due automezzi nonché al sequestro per equivalente di più di 200.000 euro disposti dal GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia a carico di diversi soggetti ritenuti responsabili di illecito smaltimento di rifiuti per i reati previsti dagli articoli 416 c.p. (Associazione per delinquere) e art. 452 quaterdecies c.p. (Attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti) e reati connessi.

L’indagine “All Black” vede indagate a vario titolo 44 persone e una società campana di trattamento dei rifiuti. E' coordinata dalla Procura della Repubblica- DDA di Lecce, deriva dalla riunione di due distinte attività investigative seguite dei Carabinieri del NOE di Torino e Lecce e dei Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria della Guardia di Finanza di Taranto, che pur partendo da presupposti diversi, convergevano su alcuni indagati.

Per quanto riguarda i Carabinieri del NOE, l’attività si è originata nel maggio 2018 a seguito del sequestro di un autotreno, che aveva effettuato uno scarico illecito di rifiuti nella campagna di Lombardore (TO), operato dai Carabinieri della Stazione di Leinì (TO) e del Gruppo Carabinieri Forestali di Torino, a cui si affiancavano, da ottobre 2018, i militari del NOE di Torino per lo svolgimento dei conseguenti approfondimenti investigativi. Veniva così individuato un gruppo di faccendieri di Lecce e Taranto i quali, ognuno con un proprio ruolo e creando società fittizie dotate di false autorizzazioni, offrivano siti inesistenti per lo smaltimento di rifiuti per il tramite di una società di intermediazione di rifiuti piemontese, non iscritta all’albo gestori rifiuti. Iniziavano allora tutta una serie di contatti, monitorati dai militari operanti, tra questi intermediari e alcune aziende, attive nel trattamento dei rifiuti, site nel torinese e nel bresciano allo scopo di far confluire ingenti quantitativi di rifiuti in alcune località del leccese e del tarantino.

Le difficoltà organizzative e i rischi nel far affrontare così lunghi viaggi a rifiuti in una situazione di completa illegalità, facevano insorgere dei contrasti tra gli organizzatori, determinando, così, la scissione del gruppo pugliese con i broker piemontesi. Il sodalizio pugliese si organizzava per creare un’altra direttrice di traffico reperendo con successo produttori di rifiuti nell’area ben più accessibile del casertano e del reggino. Su questa nuova direttrice di traffico investigata Carabinieri si sovrapponeva una parallela attività della Guardia di Finanza di Taranto. Dopo i sequestri di rifiuti effettuati dai Carabinieri nelle campagne di Lecce e Surbo (LE), la Procura della Repubblica di Torino - Direzione Distrettuale Antimafia fino ad allora competente per il procedimento piemontese, riteneva di stralciare gli esiti delle investigazioni sul “traffico pugliese” per trasmetterli alla DDA di Lecce territorialmente competente.

Le indagini hanno permesso di ricostruire molteplici operazioni illecite di movimentazione di ingenti quantità di rifiuti, urbani ed industriali, anche di tipo pericoloso, aventi origine prevalentemente dalla Campania e dirette per lo sversamento in Puglia, segnatamente nelle località in provincia di Lecce e Taranto, che venivano smaltiti o previo sversamento sul suolo con successivo “tombamento”, ovvero abbandonati all’interno di capannoni industriali in disuso e successivamente dati alle fiamme.

Un traffico illecito dai connotati complessi, che si sono manifestati attraverso dinamiche soggettive articolate, coinvolgendo una pluralità di soggetti – produttori, trasportatori, intermediari, riceventi, deputati allo scarico e alla ricerca dei siti ove “tombare” i rifiuti etc. – che hanno fornito, ognuno per la loro parte, forme diverse di contributo, anche di natura tecnica.

L’attività svolta ha chiaramente documentato come lo smaltimento illecito di rifiuti abbia generato un danno ambientale di rilevanti proporzioni, essendo state illecitamente smaltite più di 600 tonnellate di rifiuti speciali, anche di tipo pericoloso, generando, altresì, una concorrenza sleale tra le aziende produttrici del medesimo rifiuto.

Complessivamente sono stati individuati e documentati 28 conferimenti illeciti per un totale complessivo di più di 600 tonnellate di cui almeno 142 tonnellate classificate come rifiuti pericolosi.

redazione

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