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Attualità | 28 novembre 2021, 17:47

Giovani dei centri sociali festeggiano senza mascherine e distanziamento ai Giardini Reali, Siulp: "Inconcepibile"

Il sindacato di Polizia denuncia quanto avvenuto nella notte: "Le disposizioni anti Covid evidentemente non valgono per tutti"

foto d'archivio

Giovani dei centri sociali festeggiano senza mascherine ai Giardini Reali, il Siulp: "Inconcepibile"

"Le disposizioni anti Covid (a prescindere dalla variante), bisogna prenderne atto, non valgono assolutamente per i Centri sociali che, infischiandosene altamente della pandemia, hanno pensato bene di organizzare una festa nei Giardini Reali di Torino, cantando e ballando senza mascherine e distanziamento", denuncia il sindacato di Polizia Siulp.
"Dalle 9,30 di sera alle 3 di notte le Forze dell’Ordine, al fine di evitare che la situazione peggiorasse o degenerasse in modo pericoloso e preoccupante, nonostante la carenza di organico da impiegare in altri ambiti per la sicurezza dei cittadini, sono state impegnate a vigilare che quanto stava accadendo nei Giardini Reali non comportasse ulteriori problemi per la cittadinanza", ha dichiarato il segretario regionale del Siulp Eugenio Bravo.
"Le legittime rimostranze dei cittadini residenti, attoniti e disturbati dal fracasso delle musiche ad alto volume ed indignati per la condotta incosciente ed irresponsabili di questi 150 aderenti al collettivo studentesco KSA riconducibile ad Askatasuna, famigerato Cento sociale di Torino, hanno rappresentato il loro sdegno e la loro rabbia, obbligati a subire queste assurde presenze fino alle 3 di notte. Stesso copione il giorno seguente ma stavolta si organizzavano ulteriori 250 persone gravitanti nell’area anarchica che si ritrovavano alle 15 al “Fenix” presso i Giardini Reali, continuando poi la loro manifestazione con corteo musicale e festeggiando la conclusione di questo irresponsabile spettacolo alle 4.30 in via Monteverdi", ha sottolineato Bravo.

"Gli aderenti di Askatasuna terminavano il loro corteo con musiche e schiamazzi nel Parco Dora. Entrambe le manifestazioni, naturalmente senza la minima autorizzazione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, non miravano a rivendicare No Green Pass o contestazioni libertarie, ma a festeggiare l’anniversario della radio voce dei Centri sociali".

È come se questi individui godano di qualche immunità speciale, giacché le regole valgono solo per i cittadini rispettosi dello Stato e le sue leggi - dichiara Eugenio Bravo - C’è qualcosa che non ci torna: se pensiamo che i cittadini devono seguire pedissequamente le misure anti Covid come quella del divieto di far visita ai propri cari negli ospedali, la situazione diventa decisamente contraddittoria quando si constata che ci sono sacche di popolazione che sembrano vivere in un mondo parallelo senza regole e limiti".

"Le regole devono valere indistintamente per tutti inclusi i Centri social e consimili", conclude il segretario del Siulp Piemonte. "Devono valere per tutti coloro che con assembramenti o aggregazioni pericolose, occupano gli spazi urbani agevolando i contagi, in particolar modo in quelle aree periferiche spesso abbandonate a soggetti fuori da ogni controllo sociale. Il motto latino 'dura lex sed lex', se davvero la legge è dura ma è legge, deve valere per tutti".

comunicato stampa

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