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Economia e lavoro | 18 giugno 2024, 10:48

Gli alberghi di Torino aprono le stanze a donne, giovani e lavoro stabile: "Raccontiamo una realtà diversa dagli stereotipi"

Borio (Federalberghi): "Persi tanti addetti durante il Covid, dobbiamo fare innamorare di nuovo i giovani di questo mestiere. Non ci possono sostituire le macchine"

Gli alberghi di Torino aprono le stanze a donne, giovani e lavoro stabile: "Raccontiamo una realtà diversa dagli stereotipi"

Il mondo della ricettività torinese va in controtendenza. E in un periodo in cui non è scontato trovare certi numeri, si chiude un 2023 in cui gli alberghi hanno dato lavoro soprattutto a donne (53%) e giovani (il 60% ha meno di 40 anni). Senza dimenticare un apporto significativo degli stranieri, che rappresentano il 27% della forza operativa negli alberghi del capoluogo e della provincia. 

Il tutto, "condito" da una forte presenza di stabilità: i contratti a tempo pieno stanno infatti tornando ai livelli del 2019, pre Covid e quelli a tempo indeterminato potrebbero avviarsi a superare il 70%. Sono i dati comunicati in occasione dell'assemblea annuale di Federalberghi Torino

Una storia diversa

"Raccontiamo una storia un po' diversa da quella spesso presente nell'immaginario delle persone, di un lavoro povero e stagionale - sottolinea Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino -: diamo occupazione soprattutto a donne e giovani e l'incremento piu forte si notq nella fascia 20-30 anni. Non è un lavoro facile, spesso si è impegnati quando gli altri magari sono in vacanza, ma hai anche flessibilità e puoi trovare soddisfazione. Si può acquisire una formazione internazionale e ci sono opportunità di crescita e di carriera".

Resta il tema della domanda e dell'offerta di occupazione in questo settore. "Il 70% dei contratti diventa a tempo indeterminato perché abbiamo bisogno di professionalità, più che di manovalanza - prosegue -, ma il problema della vocazione rimane. Non si può automatizzare il rapporto con le persone: la ricettività richiede contatto umano". 

Il conto della pandemia

Il settore ha pagato un conto salato alla pandemia anche in termini di risorse umane: "Tanti hanno avuto paura dopo il Covid ed è difficile andarli a recuperare - ammette Borio -. Si sono trovati fuori dal settore e hanno cambiato vita. Per questo bisogna investire sulle scuole e sui percorsi formativi, per trovare le figure professionali adatte e motivate", conclude Borio. "Dobbiamo tornare a far innamorare i giovani del nostro mestiere". Anche perché, sottolinea, "ci troviamo di fronte anche a difficoltà nel ricambio generazionale: ci sono giovani che non vogliono raccogliere il testimone dai genitori".

Stabilizzare dopo la crescita

I numeri del turismo sono positivi anche per il primo semestre dell'anno: l'occupazione media delle camere è del 70% e ci si attende un pareggio rispetto al 2023. "L'andamento del 2024 prevede un allineamento fisiologico dopo la grande crescita degli ultimi mesi, tanto che parlare di boom e di tutto esaurito per ponti e grandi eventi non fa quasi più notizia. Ora bisogna stabilizzare e mettere a sistema, coinvolgendo tutto il tessuto cittadino. Il lavoro sinergico sta portando risultati evidenti e per questo speriamo in un assessorato forte su questi temi nella futura giunta regionale".

L'asso nella manica restano sempre i grandi eventi: dalle Atp finals a Terra Madre Salone del gusto, passando per la Settimana dell'arte contemporanea e il ritorno alle gare di Champions legate della Juventus.

Bene Caselle, manca Centro congressi

Ci sono passi avanti, per la città. Ma non mancano elementi critici. "Bene il collegamento con Caselle - dice Borio -, ma il territorio resta privo di un Centro congressi degno di questo nome. Speriamo anche in un accordo su Lingotto fiere, che può essere un'altra freccia all'arco di Torino. Anche per questo noi per primi continuiamo a collaborare con GL events".

"Siamo in attesa della fine della contrattazione sul contratto di lavoro. Chiediamo garanzie, ma siamo pronti a fare la nostra parte. Ci sono distanze con i sindacati, ma crediamo si possano colmare".

Lavoro e risultati insieme

"Il sistema alberghiero è un partner fondamentale del nostro lavoro e viceversa - commenta la vicesindaco di Torino, Michela Favaro - e in questi anni credo che i risultati si siano visti chiaramente. Anche la prospettiva di una possibile proroga di due anni delle Atp finals ne è una testimonianza".

"Ci sono fette di società che non partecipano della crescita del territorio - prosegue - a cominciare dai Neet. Dobbiamo lavorare molto sull'orientamento per indirizzare questi ragazzi presentando un modello culturale diverso che non prediliga a prescindere I licei rispetto ad altro percorsi di studio e formazione".

E Andrea Tronzano, assessore regionale alle attività economiche, aggiunge: "Torino rimarrà centrale all'interno della politica turistica del territorio. I grandi eventi che ci sono e che ci saranno permetteranno al settore di crescere ulteriormente". E sui giovani, "questo mestiere dipende molto anche dalle famiglie: ogni lavoro ha la sua dignità, ogni persona deve capire la propria attitudine e ci sono professioni fondamentali, come quelle del turismo. Un lavoro vario, stabile e ben pagato".

"Nella famiglia di Confcommercio abbiamo lavorato tanto per Torino turistica. La città non era così, una volta e oggi, dopo 30 anni, i numeri del capoluogo sul terziario e sulla ricettività sono letteralmente rivoluzionati. E in questo, l'accoglienza ha un ruolo importante", sottolinea la presidente di Ascom Torino, Maria Luisa Coppa. "C'è molta curiosità tra i giovani verso il turismo e il 95% dei ragazzi che escono dall'Its trova subito lavoro".

Massimiliano Sciullo

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