Continua la collaborazione tra la stagione concertistica di Santa Pelagia e il Voxonus Festival, la stagione di produzione dell’Orchestra Sinfonica di Savona, dedicata alla musica barocca in collaborazione con Collegio Universitario Renato Einaudi.
Il protagonista assoluto della serata di venerdì 14 novembre è Antonio Vivaldi cui il Voxonus Ensemble – Accademia del Ricercare con i musicisti Manuel Staropoli (traversiere) e Maurizio Cadossi (violino) offre un tributo attraverso l’esecuzione di cinque concerti solistici la cui storia è strettamente legata a Torino.
Infatti, solo una parte ridotta della produzione del “Prete Rosso” venne pubblicata durante la sua vita. Tra le opere a stampa più note figurano le raccolte di concerti “L’estro armonico” e “Il cimento dell’armonia e dell’inventione”, edite ad Amsterdam come op. 3 e op. 8. Focalizzarsi esclusivamente su questi titoli offrirebbe però una visione incompleta del compositore, perché non terrebbe conto del suo vasto impegno anche nella musica vocale, sia sacra sia profana e operistica.
La conoscenza attuale dell’opera vivaldiana ha fatto un salto decisivo agli inizi del Novecento, quando la Biblioteca Nazionale di Torino acquisì un ingente corpus di manoscritti. Si tratta di circa il novanta percento del materiale oggi conosciuto, un patrimonio che si riteneva in gran parte perduto.
Dopo la morte di Vivaldi, infatti, i manoscritti passarono attraverso diversi proprietari fino ad arrivare al conte Girolamo Durazzo, diplomatico genovese attivo a Venezia. Gli eredi genovesi del conte conservarono il fondo per decenni, finché la morte di un discendente ne provocò la suddivisione tra due rami familiari.
Il rischio di dispersione fu evitato grazie all’intuizione di studiosi consapevoli del valore dei documenti e al sostegno di due mecenati, che ne finanziarono l’acquisto da parte della Biblioteca Nazionale. Il materiale, oggi suddiviso nei fondi Mauro Foà e Renzo Giordano (così denominati in memoria dei figli dei due benefattori), ha fornito agli studiosi una base fondamentale e ha alimentato la cosiddetta Vivaldi – Renaissance, una vera riscoperta del Prete Rosso.
Questo corpus non ha soltanto ampliato il catalogo delle opere note di Vivaldi. Ha mostrato anche il suo modo di lavorare, fondato su revisioni, modifiche e adattamenti continui. Un esempio emblematico riguarda i concerti per traversiere dell’op. 10, pubblicati ad Amsterdam dall’editore Le Cène. Con l’eccezione del quarto, non si tratta di composizioni originali, ma di rielaborazioni di precedenti concerti da camera. Il confronto tra le edizioni a stampa e i manoscritti torinesi ha permesso di ricostruirne la storia creativa.
Il programma prevede quindi cinque concerti per traversiere, archi e basso continuo, oltre a un concerto per violino con la stessa formazione, tutti provenienti dal fondo vivaldiano conservato presso la Biblioteca Nazionale di Torino.
Per info: +39 011 8178968 info@operamunificaistruzione.it




