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Economia e lavoro | 07 gennaio 2026, 10:08

Torino riscopre i suoi simboli: le bandiere

In un'epoca di globalizzazione e identità sempre più liquide, Torino sta vivendo un fenomeno culturale significativo: la riscoperta dei suoi simboli civici, in particolare delle bandiere che hanno segnato la sua storia millenaria.

Torino riscopre i suoi simboli: le bandiere

Non si tratta di un mero esercizio di archeologia araldica, ma di un bisogno profondo di riappropriarsi di un'identità collettiva, di ritrovare un senso di appartenenza in segni tessuti che parlano di glorie, sovranità e comunità.

Le bandiere, da oggetti relegati nelle cerimonie ufficiali, stanno tornando a sventolare non solo sui pennoni del Palazzo Civico, ma anche nella coscienza dei torinesi, diventando un ponte tra un passato illustre e un futuro da costruire con consapevolezza.

Storia di un'identità tessuta

Le uniche bandiere storicamente note a Torino sono quelle utilizzate dalle milizie civiche, originariamente parte dell’esercito cittadino e, dopo il passaggio sotto il dominio di Casa Savoia, trasformate in truppe composte da cittadini. 

La prima insegna certa di questo tipo risale al 1693: non ne è rimasta alcuna riproduzione grafica, ma la sua esistenza è documentata nel contratto che ne ordinava la confezione.

La prima bandiera di cui possediamo un disegno è quella dell’Assedio del 1706, conservata in un album dell’Esercito sardo del 1722, indicata come “Bandiera della Città di Torino”. La descrizione originale recita:

«Orlatura esterna gialla; drappo azzurro diviso da croce bianca in quattro quartieri, entro ciascuno dei quali effigiato un toro rampante giallo rivolto verso l'asta; in alto, un nastro bianco con la scritta “Auxilium meum a Domino”; asta e cravatte azzurre.»

Durante la guerra di successione polacca, un nuovo reparto cittadino fu dotato di due bandiere di disegno sconosciuto, consegnate alla città il 13 maggio 1736. La bandiera del 1706 fu poi usata come gonfalone del corpo di polizia municipale dal 31 maggio 1928, e adottata come bandiera della città nel 1995.

Negli anni sono state impiegate anche varianti grafiche, tra cui una progettata dallo studio Giugiaro Design, costituita da drappo azzurro bordato di giallo, con il toro infuriato sopra un tratteggio araldico e sormontata da corona comitale gialla.

Il rinascimento dei vessilli: tra memoria e futuro

Negli ultimi anni, la riscoperta dei simboli civici è stata guidata da associazioni culturali, storici locali e cittadini appassionati. Mostre, conferenze e pubblicazioni hanno riportato alla luce il significato nascosto in ogni dettaglio araldico. Le bandiere sfilano durante rievocazioni storiche e vengono esposte in luoghi simbolo, dal Borgo Medievale del Valentino alle sale dei Musei Reali.

Ma questa rinascita non è solo culturale: per far sventolare una bandiera servono aste robuste, meccanismi affidabili e un’installazione a regola d’arte.

L’arte di far sventolare la storia: la Gallo Aldo di Brescia

In questo panorama, un ruolo di primo piano lo ricopre Gallo Aldo, azienda bresciana specializzata nella produzione di aste per bandiere e nell’installazione su tutto il territorio nazionale. La loro produzione, interamente made in Italy, unisce tradizione artigianale e ingegneria di precisione.

Dalla scelta dei materiali — alluminio di alta qualità e acciai inossidabili — ai meccanismi di sollevamento silenziosi e sicuri, ogni asta è progettata per garantire resistenza, stabilità e armonia visiva. L’attenzione ai dettagli permette alla bandiera di Torino di sventolare in sicurezza, valorizzando la dignità del simbolo e il decoro urbano, in ogni contesto, dai campanili storici alle facciate dei moderni municipi.

Un simbolo che unisce

La collaborazione tra il Comune di Torino e aziende come Gallo Aldo rappresenta un circuito virtuoso: storia, identità e artigianato italiano si fondono in un progetto concreto. Investire in un’asta di alta qualità significa proteggere la bandiera, garantirne visibilità e sicurezza, e sostenere un comparto artigianale d’eccellenza.

Oggi, vedere il vessillo di Torino sventolare è un’emozione che racchiude secoli di storia, arte e cultura cittadina, un promemoria costante di identità collettiva e appartenenza condivisa. Ogni drappo, ogni movimento al vento, ogni gioco di luce sui tessuti racconta una città che conosce le proprie radici, celebra il patrimonio storico e guarda al futuro con orgoglio e rinnovata speranza.

 


 



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