A cinque anni ripeteva già a memoria le risposte in latino della messa secondo la liturgia preconciliare e, a 15, scelse di entrare in seminario, nonostante suo padre preferisse da lui un aiuto nei lavori nei campi. Parroco storico di Piscina, don Giuseppe Pronello è morto questa mattina (giovedì 15 gennaio) alla Casa del Clero di Torino. La sua vocazione si era formata proprio nella borgata tra i campi in cui era nato: Case Vecchie, fino al 1960 sotto il Comune di Airasca e poi sotto quello di Piscina.
Pronello è scomparso a 88 anni e in occasione della festa per i 50 anni di messa, nel 2012, lui stesso scrisse, nelle sue memorie, che iniziò ad avvicinarsi al sacerdozio ancora bambino: ‘Il cortile di casa era separato da quello della cappellania della borgata solo da una bassa rete metallica. La sorella del sacerdote cappellano, un “burbero benefico”, mi considerava come un nipotino e per questo sovente sedevo alla mensa del sacerdote. Mio zio don Roberto, e il cappellano suddetto, di tanto in tanto chiedevano: “Non ti piacerebbe diventare sacerdote?”’.
Ordinato nel 1962, prestò servizio alla parrocchia di Santa Maria Maggiore di Poirino e a Nostra Signora del Santissimo Sacramento di Torino. Si avvicinò a casa nel 1976, quando gli venne affidata la parrocchia di S. Maria Assunta a Pieve di Scalenghe.
Ma per il ritorno a casa vero e proprio dovette attendere il 1993 con l’incarico di parroco di San Grato Vescovo di Piscina. Lì prestò servizio per 22 anni, fino al 2015 quando lasciò l’incarico per motivi di salute. “Era appena arrivato quando, nel 1994, celebrò il mio matrimonio. Per il paese don Giuseppe fu una figura di rifermento non solo religiosa ma anche educativa” ricorda Cristiano Favaro, sindaco di Piscina.
La sua fede tradizionalista non gli impediva di interloquire con i bambini e i ragazzi: “Fece funzionare l’orario ad alti livelli. Qui a Piscina non c’erano altre strutture ricreative; credo che quasi l’ottanta per cento dei giovani l’abbia frequentato” aggiunge.
La questione giovanile era proprio uno dei suoi crucci costanti e investiva sull’offerta di attività: “Amava organizzare i campi estivi che con lui si sono svolti soprattutto a Pian dell’Alpe e l'Estate ragazzi in oratorio” racconta la piscinese Silvana Martino. Lei è una collaboratrice parrocchiale, e ha conosciuto quindi il ‘don’ da vicino: “Una delle sue doti più evidenti era l’umiltà. Era veramente alla portata di tutti” rivela. Inoltre, era soddisfatto di essere il parroco proprio del paese in cui era cresciuto”. Nei suoi anni piscinesi si è impegnato per il restauro della chiesa, del salone parrocchiale e del sagrato e il rifacimento del tetto di San Grato.
Il rosario si svolgerà domani, venerdì 16 gennaio, alle 16, alla Casa del Clero San Pio X di Torino (corso Benedetto Croce 20) e, alle 19, nella chiesa parrocchiale di San Grato di Piscina (piazza Buniva 15). Il funerale sarà sabato 17 gennaio, alle 15,30, nella chiesa parrocchiale di San Grato














