/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 27 gennaio 2026, 16:22

Primotecs, anche la Regione dice no alla cessazione: "Si usi la cassa per area di crisi complessa"

Torna all'attenzione della Giunta Cirio la vertenza dell'azienda metalmeccanica di Avigliana: 160 lavoratori a rischio. Chiorino: "Chiesto ai vertici aziendali di non chiudere e allargare l'orizzonte temporale per trovare altre soluzioni"

Nuova riunione del tavolo Primotecs in Regione

Nuova riunione del tavolo Primotecs in Regione

Non si può parlare di spiragli, ma nel giro di pochi giorni quantomeno la vertenza Primotecs sembra assumere una postura diversa. L'azienda di Avigliana, proprietà del fondo Mutares, rischia infatti di chiudere entro la fine del 2026 e di lasciare a casa 160 lavoratori. Una prospettiva subito respinta dai sindacati, ma che ora deve trovare una soluzione tra gli strumenti di salvaguardia a disposizione.

No alla cessazione, cercare altre vie

In particolare, la Regione Piemonte - in occasione del tavolo che si è tenuto questa mattina al Grattacielo con i rappresentanti dei lavoratori e anche quelli dell'azienda, assenti invece la scorsa settimana - ha proposto di fare ricorso alla cassa integrazione. Ma non quella per cessazione, che vorrebbe l'azienda. L'obiettivo infatti è prendere tempo per cercare nuove soluzioni. "Nel corso del tavolo Primotecs la Regione Piemonte è intervenuta chiedendo ai vertici dell’azienda di farsi parte attiva presso la proprietà di non dar corso in questa fase alla cassa integrazione per cessazione e orientarsi invece verso l’attivazione della cassa integrazione per area di crisi complessa, con un orizzonte temporale più ampio fino al 31 dicembre 2026 - dice Elena Chiorino, vicepresidente della Regione -. Una scelta necessaria per guadagnare tempo utile su due fronti strategici: da un lato, per quanto già vagliate dall'azionista, verificare l’interesse di nuove realtà industriali; dall’altro attivare in modo pieno e mirato le politiche attive del lavoro - come richiesto dai lavoratori stessi - per accompagnarli in percorsi di riqualificazione. La Regione Piemonte conferma il massimo impegno e un lavoro senza sconti per la tutela dei 157 lavoratori e delle loro famiglie".

Sullo stesso tema si allinea anche il mondo sindacale. "Abbiamo chiesto ai tecnici della Regione se c'erano strumenti alternativi per guadagnare altro tempo per la questione Primotecs - dice Antonio Inserra, per Fiom Cgil - e ci è stato spiegato che l'azienda ha i requisiti per ottenere, come con Lear, la cassa per Crisi complessa. L'azienda ha chiesto altro tempo e ci aggiorneremo a breve. Bisogna però fare in fretta e dobbiamo chiudere per forza entro venerdì perchè poi si arriva alla scadenza ultima". "Non ci sono pregiudiziali da parte dell'azienda e siamo in attesa di essere riconvocati a breve. Potrebbe darci 9-10 mesi in più per provare a trovare altri interessamenti e altre possibili ipotesi di reindustrializzazione o percorsi di reinserimento per gli operai", conclude Inserra.

Il sostegno politico a Roma

Il caso intanto arriva anche a Roma. Non solo per l'incontro programmato nei prossimi giorni presso il Mimit, ma anche per le iniziative prese da alcuni parlamentari del territorio torinese. La deputata Daniela Ruffino di Azione, per esempio, annuncia: "Ho presentato un’interrogazione al ministro Adolfo Urso, chiedendo quali iniziative intenda assumere per individuare una soluzione idonea a questa importante realtà”. Ma anche nei giorni scorsi si erano registrate manifestazioni di solidarietà e impegno da parte di Movimento Cinque Stelle (con i parlamentari Chiara Appendino e Antonino Iaria, oltre alla capogruppo regionale Sarah Disabato) e da parte di Avs, con il parlamentare Marco Grimaldi e con la consigliera regionale Valentina Cera.

Le dichiarazioni dei consiglieri regionali PD e AVS

"La vicenda dei 158 lavoratori di Avigliana non può essere trattata come una partita isolata - hanno dichiarato dal PD la capogruppo Gianna Pentenero e la consigliera Laura Pompeo - Il Governo e il Ministero delle Imprese devono intervenire con decisione: chi vuole continuare a fare affari in Italia deve assumersi responsabilità precise sul piano occupazionale e industriale. Mutares ha appena acquisito Zendra Systems, con circa 400 addetti, ed è presente in più realtà industriali italiane. Inoltre, il gruppo ha chiuso il 2025 con utili record, stimati tra i 130 e i 160 milioni di euro. Le risorse ci sono, ma vengono impiegate dove il ritorno è più rapido, non dove servirebbero investimenti industriali veri. Non si può accettare che una multinazionale utilizzi il nostro Paese come terreno di conquista finanziaria, lasciando dietro di sé fabbriche svuotate e comunità in crisi".

"Per l'ennesima volta - hanno commentato Alice Ravinale e Valentina Cera, capogruppo e consigliera AVS - siamo accanto a lavoratori e lavoratrici a cui la desertificazione industriale in Piemonte sta togliendo il futuro. Un’altra azienda gestita da un fondo predatorio che ha spolpato in questi ultimi anni tutto quel che c’era e che ora chiude lasciando tutto il peso della crisi sulle spalle dei lavoratori. Accompagneremo, in Consiglio Regionale così come a livello parlamentare, i lavoratori in questa vertenza, la maggior parte dei quali sono over 50. Riteniamo che ci sia bisogno di una seria politica industriale, agita innanzitutto dalle istituzioni, prima di vedere il territorio completamente desertificato e impoverito e il futuro di migliaia di famiglie distrutto".
 

Massimiliano Sciullo

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium