In occasione del World Cancer Day, l’Aou San Luigi di Orbassano richiama l’attenzione su un tema cruciale ma ancora poco conosciuto dal grande pubblico: il ruolo delle vaccinazioni nei pazienti oncologici, uno strumento fondamentale per proteggere le persone più fragili e garantire la continuità e la sicurezza dei trattamenti antitumorali.
In Italia vivono oggi oltre 3,7 milioni di persone con una diagnosi di tumore, pari a circa il 6,2% della popolazione, e quasi una persona su quattro ha ricevuto la diagnosi da più di 15 anni. Numeri in costante crescita, legati all’invecchiamento della popolazione e ai progressi terapeutici, che rendono sempre più centrale una presa in carico globale del paziente oncologico, capace di integrare cura e prevenzione.
Le infezioni rappresentano una delle principali cause di malattia e mortalità nei pazienti sottoposti a trattamenti antitumorali. Episodi infettivi possono determinare ricoveri, ritardi o sospensioni delle terapie, con un impatto diretto sulla prognosi e sulla qualità di vita. In questo contesto, la vaccinazione è una strategia efficace e sicura, raccomandata dalle Linee guida, per ridurre il rischio di complicanze infettive.
Nonostante le raccomandazioni scientifiche, le coperture vaccinali nella popolazione oncologica restano insufficienti. Dati recenti indicano che la copertura per il vaccino antinfluenzale non raggiunge il 50%, e quelle per pneumococco e Herpes zoster risultano ancora più basse. Questo rende assolutamente necessario rafforzare l’organizzazione dei percorsi vaccinali e la comunicazione a pazienti e caregiver.
Per approfondire questi temi e promuovere una vera cultura della prevenzione vaccinale in oncologia, il 19 febbraio 2026 si terrà il convegno “Vaccinazioni nei pazienti oncologici”, nell’Aula Magna del Campus universitario Luigi Einaudi.
L’evento è organizzato da Silvia Novello, direttrice della Scdu di Oncologia Medica dell’Aou San Luigi e docente dell’Università di Torino, e da Roberta Siliquini, Direttore Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, ed è rivolto in particolare ai medici in formazione specialistica in Oncologia, Radioterapia e Medicina Preventiva liguri e piemontesi.
“Promuovere la vaccinazione nei pazienti oncologici significa proteggere le persone più fragili e rendere più sicuro l’intero percorso di cura", sottolineano le responsabili scientifiche dell’evento. "È una responsabilità clinica, organizzativa e culturale che chiama in causa oncologi, igienisti, medici di medicina generale e istituzioni”.
“La qualità delle cure oncologiche non si misura solo dall’efficacia dei trattamenti, ma anche dalla capacità del sistema sanitario di proteggere i pazienti dalle complicanze evitabili, come le infezioni”, dichiara Davide Minniti, Direttore Generale dell’Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano. “Investire nella prevenzione vaccinale significa rafforzare la sicurezza dei percorsi di cura, ridurre i ricoveri e garantire la continuità terapeutica. È una scelta organizzativa e strategica che va nella direzione di una sanità sempre più integrata e centrata sulla persona”.
Il programma affronterà:
- l’epidemiologia della popolazione oncologica,
- le diverse tipologie di vaccini e i loro meccanismi d’azione,
- la definizione del rischio infettivo nei pazienti oncologici,
- le Linee guida AIOM sulle vaccinazioni,
- l’organizzazione dei percorsi vaccinali regionali,
- la comunicazione efficace con pazienti e caregiver.
L’evento ha il patrocinio della Scuola di Medicina dell’Università di Torino.














