Tra accuse al veleno, proclami e scontri politici il caso sul futuro del centro di protagonismo giovanile Comala sembra infiammare il dibattito politico in città.
Dopo la pubblicazione della graduatoria relativa al bando per la concessione del compendio di corso Ferrucci 65, si è aperta da giorni una nuova fase per gli spazi del quartiere Cit Turin. Sullo sfondo solo una piccola certezza: le attività attuali proseguiranno almeno fino a luglio 2026. Ma il domani resta un grosso punto interrogativo.
Bando per il Polo 3.65, si accende la polemica
Andiamo con ordine. Il Comune ha avviato la procedura ad evidenza pubblica per l’assegnazione in concessione pluriennale dell’intero complesso di corso Ferrucci 65/A, 65/C, 65/D e 67, da destinare a Centro di Protagonismo Giovanile.
Alla scadenza del 1° dicembre 2025 sono pervenute due proposte: quella dell’associazione Comala, realtà attiva sul territorio da oltre quindici anni, e quella di una costituenda Associazione Temporanea di Scopo (Ats), composta da più soggetti.
Dopo l’apertura delle buste e la conclusione dei lavori, la Commissione di Valutazione ha attribuito il punteggio maggiore alla Ats, che ha proposto un abbattimento del canone di mercato al 20% e una durata della concessione di dieci anni. Il 10 febbraio 2026 è stata confermata la proposta di aggiudicazione.
La procedura, tuttavia, non è ancora formalmente conclusa: l’iter amministrativo è in corso e restano alcuni passaggi tecnici prima dell’assegnazione definitiva.
Le accuse: “Comala chiude per scelta del Comune”
A infiammare ulteriormente il caso è anche il video diffuso dal presidente dell’associazione, Andrea Pino, che parla apertamente di chiusura di un luogo frequentato da migliaia di persone. "Comala chiude per una decisione del Comune di Torino. Non c’è nessun cambio di gestione: Comala chiude. Questa esperienza di 15 anni viene completamente smantellata".
Nel video Pino contesta l’idea di una semplice transizione gestionale e punta il dito contro la cordata vincitrice, il cui capofila sarebbe un’associazione con sede a Milano attiva nell’ambito dell’incubazione e accelerazione di startup di impresa. "Lo spazio verrà svuotato e, forse, nello stesso edificio aprirà un altro spazio gestito da una fantomatica cordata. Parliamo di uno spazio che non ha debiti e non ha problemi strutturali né di altro tipo".
"La nostra concessione rispetto a questo spazio era scaduta da sei anni. Anzi, un pezzo di concessione a questi spazi era scaduta da sei anni. Un altro pezzo non era stato fatto, era stato fatto in maniera parziale. E per sei anni noi continuavamo a chiedere alla Circoscrizione, all’assessore, al settore, a chiunque lavorasse al Comune di Torino, di provare a normare questa situazione, perché noi non eravamo in grado di lavorare in questo spazio, in questa situazione". Argomentazioni che non sono piaciute al Pd metropolitano che ha già annunciato una denuncia.
Sul caso è intervenuto anche il capogruppo dem in Comune, Claudio Cerrato. “Conosciamo lo spazio di Comala perché abbiamo costruito quella concessione originaria nel 2010, abbiamo sostenuto le proroghe dal 2020 al 2025, abbiamo difeso il cortile dalla potenziale strada per i mezzi di Esselunga - così Cerrato - Chiunque dica che abbiamo “cacciato Comala” afferma il falso. Non esiste nessun atto o documento, votato o firmato da alcun esponente del Pd, che dica una cosa del genere. Invitiamo tutti ad attendere l’esito finale della procedura nel rispetto del lavoro indipendente della commissione tecnica”.
Vadalà (Lega): “Clima preoccupante, serve trasparenza”
Sulla vicenda è intervenuta la consigliera della Circoscrizione 3 Anna Vadalà (Lega). "La vicenda Comala sta assumendo contorni preoccupanti. Non tanto per l’esito di un bando in sé, quanto per il clima di polemica, sospetto e divisione che si è creato attorno a uno spazio pubblico che per oltre quindici anni ha rappresentato un punto di riferimento per i giovani del territorio".
Per Vadalà il nodo è politico: "Quando una realtà storica viene esclusa e la discussione finisce tra accuse e minacce di querele, significa che qualcosa - quantomeno sul piano politico - non ha funzionato".
Attività garantite fino a luglio 2026

Al momento il complesso di corso Ferrucci 65 è a gestione diretta della Circoscrizione 3 e risulta così articolato: al 65/a un Centro del Protagonismo “Polo 3.65” con attività svolte dall’associazione Comala. Al 65/c uso temporaneo come aula studio nei giorni feriali dalle 8 alle 20 fino al 31 luglio 2026, al 65/d uso temporaneo condiviso tra Comala, associazione Cit Turin San Paolo e Aics Torino, con scadenze tra febbraio e luglio 2026.
Gli attuali concessionari hanno titolo a rimanere fino alla prossima estate e potranno proseguire regolarmente le attività fino a quella data. Solo dopo la formalizzazione definitiva dell’assegnazione, il soggetto aggiudicatario potrà dare esecuzione al proprio progetto, che - secondo quanto previsto dal bando - dovrà comunque garantire la destinazione a Centro di Protagonismo Giovanile e assicurare continuità alle attività, oltre ad aprire a nuove progettualità.
Un precedente già acceso nel 2023
Non è la prima volta che il futuro di Comala finisce al centro delle polemiche. Nel 2023 l’associazione aveva denunciato il rischio di essere “cancellata” dal progetto legato alla trasformazione dell’area ex Westinghouse, con la realizzazione di una nuova viabilità funzionale anche all’insediamento di Esselunga.
All’epoca Comala aveva ricordato gli investimenti effettuati - oltre 200mila euro - per riqualificare e animare uno spazio pubblico diventato punto di riferimento per migliaia di giovani, tra concerti, cinema all’aperto e aule studio anche durante la pandemia.














