Chiude per lavori di ristrutturazione la dialisi dell'ospedale di Ivrea, obbligando 47 pazienti ad andare così a Castellamonte. Circa mezz'ora di viaggio in macchina. Oltre venti chilometri che i dializzati, insieme alla loro famiglie, dovranno percorre almeno tre volte a settimana: lo stesso vale per il personale medico ed infermieristico assegnato alla struttura del Canavese.
Tempistiche certe
E al momento non si sa se e quando verrà riaperto il reparto di Ivrea. E dopo il consigliere regionale del PD Alberto Avetta, è il Nursind a chiedere tempistiche chiare sulla riattivazione all'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, oltre ad un incontro con il Direttore Generale dell'Asl TO4 Luigi Vercellino.
"Sono anni - spiega Giuseppe Summa, del sindacato infermieri - che attendiamo questo trasferimento e da sempre abbiamo posto la massima attenzione affinché non ci fossero disagi per utenza e lavoratori". "Siamo consapevoli - aggiunge - che i lavori non siano più procrastinabili per motivi di sicurezza, ma siamo preoccupati per l'assenza di una data certa di inizio del cantiere".
Nessuna certezza
Il blocco D dell'ospedale di Ivrea, come ha ricordato nelle scorse settimane l'assessore alla Sanità Federico Riboldi, è stato oggetto "di due istanze di finanziamento, attualmente in corso di istruttoria”, per un totale di 3 milioni e 666 mila euro. Le risorse (Fondo Sviluppo Coesione) saranno assegnate nel 2026, quindi al momento non ci sono date certe per l’avvio dei lavori.
Nuovo ospedale Ivrea
Il timore del Nursind è che la dialisi venga lasciata a Castellamonte, fino a quando non sarà realizzato il nuovo ospedale di Ivrea nell'area ex Montefibre. Oltre alle certezze, il sindacato vuole "verificare che tutta la procedura del trasloco si svolga senza problemi e in sicurezza".
"Siamo infatti venuti a conoscenza di disagi ai pazienti, ai quali pare siano state modificate i giorni di seduta dialitica", conclude Giuseppe Summa.














