Maurizio Landini fa tappa a Torino e incontra il mondo sanitario alle Molinette, dove il confronto si trasforma subito in un affondo sulla situazione della salute e del lavoro. Il segretario generale della Cgil arriva sotto la Mole per ascoltare operatori e delegati, ma dal dibattito emerge un messaggio netto rivolto allo scenario internazionale, ma soprattutto a governo e Regione: il sistema è sotto pressione e oggi, in Piemonte, la situazione sarebbe addirittura peggiorata rispetto a tre anni fa.
Ad accoglierlo all’assemblea è stato un gruppo di operatori sanitari – tra infermieri e medici – con lo striscione "La sanità siamo noi", affiancato da una bandiera della pace esposta in riferimento ai recenti scenari internazionali e al clima di tensione globale. Un segnale simbolico che ha trovato eco anche nelle parole dello stesso leader sindacale, che ha richiamato il contesto internazionale e i rischi legati all’escalation militare.
Straordinari record e ferie mai godute
Durante il convegno sono stati diffusi dati che fotografano una situazione definita critica dalla Cgil. Nel 2025 il personale del comparto ha accumulato 220mila ore di straordinario, di cui il 30% oltre i limiti previsti dal contratto nazionale. Ancora più rilevante il dato sui dirigenti medici e sanitari, che hanno maturato 830mila ore in eccedenza con un residuo complessivo di 80mila ferie mai utilizzate. Numeri che, secondo il sindacato, sono la conseguenza diretta della carenza di personale.
Landini: "Scelta politica sul sistema sanitario"
Nel suo intervento, Landini ha puntato il dito contro le scelte nazionali e contro quella che definisce una direzione politica precisa. "In un momento come questo è importante ricostruire un rapporto più forte con le persone che lavorano. Siamo di fronte a una scelta politica: mettere in discussione il servizio sanitario universale. I numeri del sindacato dimostrano che questa situazione non può durare a lungo e rischia di esplodere. Oggi o si lavora nel privato o i giovani vanno all’estero per condizioni migliori, mentre i cittadini pagano sempre di più per curarsi e aumentano quelli che rinunciano alle cure".
"Da aprile lanceremo una raccolta firme per una mobilitazione nazionale anche con scioperi generali. Per ridurre l’età pensionabile serve cambiare il governo e bisogna fermare la fuga dei giovani dall’Italia. Il sistema contributivo così com’è non esiste altrove: chiediamo una pensione di garanzia e forme di solidarietà sotto una certa soglia", ha aggiunto Landini.
Il leader sindacale ha poi allargato lo sguardo allo scenario internazionale, collegando i temi sociali a quelli geopolitici: "La logica della guerra che è partita sta producendo un aumento delle spese in armi che non ha precedenti e sta portando a far saltare tutte le regole che dopo la Seconda guerra mondiale ci eravamo dati. Ci batteremo in tutti i luoghi possibili per contrastare questa cultura della guerra e affermare i valori della democrazia", ha concluso Landini.
Airaudo: "Piemonte peggio di tre anni fa"
Toni altrettanto duri quelli del segretario regionale della Cgil Giorgio Airaudo, intervenuto nel dibattito concentrando l’attenzione su fondi e gestione regionale della sanità piemontese. "I soldi per il Mauriziano il ministro Giorgetti non ci autorizza a spenderli e servono più risorse per la sanità piemontese. Il Piemonte non è quello di 20-25 anni fa. Marrone risponde con la lotteria dei gratta e vinci, mentre si aprono Case della Salute senza personale e si rischia il trionfo della sanità privata".
"Non siamo comunità ma merce. Serve una mobilitazione forte a partire dai cittadini perché stiamo peggio di tre anni fa e questa volta sotto la Regione ne porteremo 25mila", ha aggiunto infine il segretario.
Una giornata torinese che continua
Quella alle Molinette è solo una delle tappe della visita torinese del leader Cgil. La giornata di Landini sotto la Mole non si conclude con l’assemblea sulla sanità: è previsto anche un incontro con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein.



















