/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 15 aprile 2026, 09:22

A Torre Pellice chiude BioCoap, il negozio bio nato negli anni Novanta

Da cliente a titolare, Sergio Paderi racconta gli inizi e spiega i motivi che l’hanno portato a scegliere di abbandonare l’attività

Sergio Paderi nel suo negozio

Sergio Paderi nel suo negozio

BioCoap, negozio che da quasi trent’anni a Torre Pellice tratta prodotti biologici, chiuderà verso inizio maggio. Lo ha annunciato il suo titolare, Sergio Paderi, con un post sui social nei giorni scorsi. In via Guardia Piemontese 26A, il negozio era nato nel 1999: “Da quando sono arrivato in Val Pellice, proprio a fine degli anni Novanta, è sempre stato il punto di riferimento mio e di mia moglie per gli acquisti di prodotti biologici e naturali – racconta Paderi –. Proprio in questo modo avevo conosciuto gli storici titolari: Reno, Nene e Armanda”.

Lui rileva il negozio nel 2019 spinto da una convinzione che aveva già maturato con sua moglie, Patrizia Sabatino: “Ho sempre avuto la cultura del cibo e, pur non diventando un ‘talebano’ del bio, mi sono accorto che scegliendo alimenti non trattati la nostra salute era migliorata”.

I primi anni da titolare di BioCoap sono difficili a causa della pandemia: “In otto o nove mesi ho raddoppiato gli incassi, ma in uno stato di forte preoccupazione. Vedevo che la gente comprava non per bisogno o convinzione, ma per paura” racconta. Alcune scene a cui ha assistito in quei giorni non riuscirà a dimenticarle: “Credo che le persone abbiano iniziato ad odiarsi: bisticciavano anche in negozio o si facevano dispetti. I clienti si incattivivano se facevo rispettare le regole ma anche se ero, al contrario, indulgente”.

L’esperienza della pandemia ha fiaccato quindi la sua motivazione ma a farlo decidere di chiudere è stato un altro elemento: “D’estate ho tantissimi clienti tra i turisti, soprattutto tedeschi, olandesi e francesi, ma qui da noi vedo che l’abitudine al consumo di prodotti biologici non ha preso abbastanza piede”. Mancano generazioni di clienti: “Non ci sono i giovani, non vengono ad acquistare biologico”. E anche tra le varie nazionalità presenti a Torre Pellice il consumo dei prodotti bio sembra non aver preso piede: “Non entrano mai immigrati, se non qualcuno di origine rumena”.

A 60 anni, quindi, Paderi deve reinventarsi il futuro lavorativo: “Svuoterò il magazzino e riconsegnerò la licenza al Comune. Mi sono ostinato ad andare avanti per due anni di troppo, ormai l’attività non era più economicamente sostenibile ed era diventata un peso. Tuttavia mi mancherà la soddisfazione quotidiana di veder sorridere i miei clienti”.

Intanto ha intrapreso la strada delle consulenze energetiche: “D’altronde ho lavorato precedentemente nel settore del materiale elettrico e quindi non mi allontanerò molto dal settore. In questo momento la strada è questa e poi si vedrà!”.

Elisa Rollino

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium