Non il “solito” acceleratore. Ma un passo avanti: dialogare tra start up e aziende già con una soluzione a disposizione. O comunque con un punto di partenza che può fornire una soluzione.
Alle Ogr prende il via “TechTO Industry Accelerator”, il programma promosso da Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e realizzato in collaborazione con Zest, leader di mercato in Italia nell’accelerazione di start up e investimenti early stage venture capital, con l’obiettivo di accelerare startup ad alto potenziale e favorire l’innovazione industriale sul territorio. A disposizione ci sono circa 2 milioni di euro. Dieci saranno le realtà selezionate.
Avvicinare innovazione e aziende
“Il senso è di eseguire il nostro mandato, di investire sul territorio per stimolare lo sviluppo del settore imprenditoriale, dal manifatturiero a qualunque altro comparto. In Piemonte e Valle D’Aosta. Non un altro acceleratore, ma uno strumento per riuscire a fare entrare le innovazioni delle start up dentro le aziende del territorio”, dice Cristina Di Bari, presidente di Fondazione Sviluppo e Crescita di Fondazione Crt. “Torino in questo è terreno fertile, essendo attrattiva verso chi fa innovazione. In particolare la nostra attenzione è rivolta verso quei settori che possono costituire il futuro: logistica, supply chain e altre realtà molto molto mirate. Investiamo nel Progetto e nelle singole start up”.
Si parte dal prototipo
“Per la prima volta nei nostri programmi diventa centrale la presenza dei proof of concept - aggiunge Marco Gay, presidente di Unione Industriali Torino e in questo caso numero uno, presidente esecutivo di Zest -: vuol dire avere un impatto immediato nell’attività delle aziende e nella loro catena del valore”. “Le potenzialità e i valori del nostro territorio sono riconoscibili, in un arco di tre anni che sono un tempo importante”.
Orecchio a terra
“Abbiamo un orecchio a terra e incontreremo le aziende per far capire quali sono le novità già disponibili al trasferimento tecnologico, bisogna essere più pragmatici possibili, soprattutto quando si parla di pmi”, dice ancora Gay. “Le iniziative che già esistono sono importanti e portano vivacità, ma poi bisogna essere tutti bravi a fare sistema e creare valore aggiunto”, conclude Gay.














