ME-Scripta è il nuovo centro di ricerca del Museo Egizio dedicato allo studio, alla restauro e alla digitalizzazione delle fonti scritte dell’Antico Egitto, dai papiri agli ostraca fino alle legature copte. Un lavoro che coinvolgerà una collezione composta da mille manoscritti, oltre 30 mila frammenti che documentano più di 3 mila anni di cultura in 7 scritture e 8 lingue.
Tre i filoni di ricerca: il primo macro progetto dedicato allo studio e al riassemblaggio su papiri, il secondo dedicato all’ostraca, le schegge pietre calcarea su cui scrivevano gli antichi egizi, infine il Re-Bind il restauro di 17 legature copte delle collezioni del Museo.
Tre milioni in 10 anni
Il centro di ricerca è realizzato grazie a quello che è a tutti gli effetti il primo finanziamento così importante per la ricerca del Museo Egizio: 3 milioni di euro su 10 anni dati dalla Fondazione Crt.
“Una rivoluzione copernicana - come ha spiegato il direttore Christian Greco -. Quello che sta facendo, non è finanziare una mostra, ma è finanziare qualcosa di intangibile. Il nostro sogno è in dieci anni centro di ricerca più importante al mondo”.
“La scorsa settimana abbiamo annunciato la proroga della fondazione del Museo Egizio da 30 anni a 60. Quindi invece che scadere nel 2034 scadremo nel 2064 - commenta Evelina Christillin-. Questo è proprio il primo atto in cui si capisce plasticamente quanto sia importante sia da un punto di vista finanziario, ma anche proprio per la ricerca e per le collaborazioni scientifiche. Quindi avere una prospettiva di lunga durata ci consente proprio anche un progetto come questo”.
Un lavoro di ricerca e digitalizzazione che mira a rendere pubblico il materiale della Collezione come conferma Christillin: “L’obiettivo è quello di pubblicare il materiale, elaborare edizioni critiche e continuare nella formazione delle nuove generazioni”.
Una nuova piattaforma entro il 2034
Entro il 2034 l’obiettivo è di lanciare una piattaforma digitale integrata con un database dedicato alle scritture.
“È molto che pensiamo a questa prospettiva, che è una prospettiva di far sì che un'eccellenza come il Museo Egizio e un'eccellenza come l'Università di Torino nel suo Dipartimento Storico di Storia possano avere le risorse per avere una maggiore proiezione internazionale - commenta Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione Crt -. Quindi puntare non solo sull'Egizio, come museo, uno dei più importanti al mondo, ma anche come centro di ricerca e in questa maniera potenziarlo al massimo come eccellenza. Ci siamo impegnati in una dimensione pluriennale, perché è un progetto che ha uno stanziamento di 3 milioni, ma su una pluriennalità abbastanza lunga. Del resto impiantare un centro di ricerca richiede questi tempi e quindi era indispensabile fare un tipo di investimento che avesse questa proiezione pluriennale”.



























